E il calcio in Olanda apre le porte alle donne nelle squadre maschili di serie A

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La Federcalcio olandese ha deciso permettere anche alle calciatrici oltre i 18 anni di giocare insieme ai calciatori.

Quanta frutta e verdura dobbiamo mangiare ogni giorno?

In principio fu Ellen Fokkema, la calciatrice che fu inserita nella squadra maschile del Foarút. Ma ora il gioco, in Olanda, si fa serio e si parla di vera e propria rivoluzione. Tutta al femminile. Dalla stagione 2021/22, infatti, le donne potranno essere inserite nelle squadre maschili.

È la Federcalcio olandese, la Knvb, ad annunciarlo dopo aver avviato il progetto pilota, proprio con la Fokkema nel club VV Foarút, per consentire alle donne nel calcio dilettantistico di partecipare alla categoria A maschile. Ma ora si cambia registro.

Finora, secondo il regolamento federale, una ragazza poteva giocare in formazioni maschili solo nelle squadre giovanili (il calcio misto in Olanda esiste sin dal 1986), fino ai 18 anni ed 11 mesi. Al 19esimo anno d’età, avrebbe dovuto abbandonare la squadra e unirsi a una formazione femminile o a una formazione mista di categoria B.

“Fino ad ora, il calcio misto era possibile per i giovani nei Paesi Bassi – dice il direttore del calcio dilettantistico della KNVB Jan Dirk van der Zee. Tuttavia, non appena le donne avevano raggiunto la maggiore età, dovevano scegliere tra giocare in un campionato femminile o continuare a giocare in una squadra mista ma nella categoria B. Sulla base dei recenti risultati della ricerca, non vediamo più alcun motivo per attenerci a questo e optare per l’uguaglianza e la diversità. Vogliamo che le ragazze e le donne trovino un posto adatto nel panorama del calcio in base alle loro qualità e alle proprie ambizioni”.

E in Italia come stiamo messi?

La recente riforma dello sport, approvata dal Governo Draghi, permette alle donne di passare al professionismo nel calcio a partire dal 2022.

Ciò consentirà alle sportive di avere maggiori tutele in materia di sanità e di maternità. Ma sono ancora lunghe le battaglie, capeggiate in molti casi dalla nostra Sara Gama, eletta nei mesi scorsi vicepresidente dell’Assocalciatori. Per la prima volta una donna. 

Molti ancora storcono il naso a sentir parlare di tutela del diritto alla maternità e di professionismo delle calciatrici. Ma non è ora di smetterla?

Fonte: KNVB

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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