Aiutiamo a ricomprare i furgoni bruciati dalla camorra, servivano ad accompagnare i bambini di Caivano a fare sport

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A Caivano, in provincia di Napoli, due furgoni di un’associazione volontariato del Parco Verde sono stati dati alle fiamme.

A Caivano, in provincia di Napoli, due furgoni di un’associazione volontariato del Parco Verde sono stati dati alle fiamme

Chi la nomina, da queste parti, la associa immediatamente a una delle più grandi piazze di spaccio d’Europa e a quel parco dormitorio dalla denominazione di “Verde” che di verde ha ben poco, nemmeno gli anni di quei bambini strappati troppo presto a un’infanzia serena. È Caivano, a nord della provincia di Napoli e a due passi da quella di Caserta, quasi crocevia tra l’agro aversano, l’agro nolano e la Valle Caudina. Tanto basta alla camorra per fare di questo luogo terra di nessuno, crocicchio dei loro loschi affari.

Eppure, qui a Caivano c’è gente perbene che non molla. Lo sa bene Don Maurizio Patriciello, che da anni porta avanti la causa di Caivano e di tutta la Terra dei fuochi. E la sanno bene le tante Associazioni di volontariato che proprio nel Parco Verde, che da solo conta 8mila abitanti, tentano di portare sorrisi e legalità.

Ma non sempre è facile e la longa manus della camorra è pronta sempre a tendere un agguato.

Questa volta è capitato dell’Associazione “Un’Infanzia da Vivere”, che aveva la “colpa” di tentare di dare una speranza a circa 150 bambini del posto tra attività ludiche, ricreative e formative a chi, troppe volte, vede solo disperazione attorno, con l’obiettivo di “dare all’infanzia prospettive diverse al degrado e alla criminalità organizzata“. 

Nei giorni scorsi due furgoni che l’associazione utilizzava per accompagnare i bimbi del Parco Verde a fare sport sono stati dati alle fiamme nella notte. 

Per sconfiggere la camorra è il suo maleodorante puzzo di vite spezzate non basta la meritoria opera di repressione dei Carabinieri della locale Compagnia, oppure la perseverante opera misericordiosa del Parroco della chiesa di San Paolo Apostolo , don Maurizio Patriciello – scrive l’ex ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. […] Lì manca ancora lo Stato. Quello Stato che oltre a reprimere manifesti il suo lato umano abbracciando il Parco Verde e tutti i quartieri difficili (ce ne sono tanti in Italia) e offra una speranza ai giovani del luogo. Una speranza che si chiama lavoro, assistenza, sanità adeguata, cittadinanza operosa. E’ in luoghi come questo che si misura il senso dello Stato. Il Parlamento metta al centro della sua azione legislativa la tutela dei fragili, degli oppressi e degli abbandonati. Guardi a quelle fasce di popolazione che soffrono la siderale distanza tra la vita reale e la giustizia di pace concreta. Il Parlamento della Repubblica Italiana sia il luogo della sublimazione del diritto di tutti. 

La raccolta fondi

La gente del posto non si piega e l’Associazione lancia subito una raccolta fondi per ricomprare i pulmini incendiati dalla criminalità organizzata.

Servivano a portare i bambini del quartiere a svolgere attività ludico creative e a toglierli dalla strada.

Qui è possibile effettuare una donazione.

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Fonte: Un’Infanzia da Vivere

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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