“La sedie a rotelle rende liberi”: la Regina Elisabetta, Natalia Augias e la lezione di Iacopo Melio

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Sua Maestà la Regina, 95 anni suonati, s’è presentata per la messa in memoria del Principe Filippo a Westminster Abbey bella arzilla e soprattutto in piedi. La sua? Una scelta di dignità, sottolineata dai media con buona pace di chi vive su una sedia a rotelle

Con l’aiuto di un bastone e scortata dal (discusso) figlio Andrea, Betty ricompare agli occhi del mondo dopo 6 mesi di assenza e dopo aver sconfitto il Covid. In grande paranza con tutto il cucuzzaro del Regno di nero vestito, tranne Harry e Meghan, la Regina Elisabetta è andata lì fiera ad assistere alla messa del suo (compianto?) marito.

Come lo fa? Con l’aiuto di un bastone e del terzogenito Andrea, duca di York, emarginato nei mesi scorsi da ogni ruolo ufficiale in seno alla monarchia dopo esser stato toccato da uno scandalo sessuale. Ma, soprattutto, lo fa senza sedie a rotelle”.

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Proprio così:

Non voleva essere su una sedia a rotelle perché vuole apparire dignitosa e non vuole essere guardata come se fosse davvero anziana, nonostante la sua età – spiega la biografa Angela Levin a Sky News. È molto importante per lei apparire.

Inverosimile, ma è questo il racconto e – trattandosi della longeva sovrana – passi pure che sia stato un suo volere. Ma quella stessa scelta è stata supportata e sottolineata da più media: “lo ha fatto con dignità, cioè senza sedia a rotelle”, dice Natalia Augias inviata a Londra per il TG1. Bastava una parolina in più, una spiegazione, un intercalare diverso. Invece lasciato così, ha avuto proprio un brutto sapore.

Non è andato a genio, infatti, questo intervento, a Iacopo Melio, che in un lungo post su Instagram non le manda a dire alla Augias:

 

ANCHE IO HO UNA DIGNITÀ

Natalia Augias, nell’edizione del TG1 di ieri (13:30, minuto 25) ha sostenuto:

“La regina Elisabetta è riapparsa in pubblico e lo ha fatto CON DIGNITÀ, E CIOÈ SENZA LA SEDIA A ROTELLE”.

Cara Dottoressa Augias, se le persone con disabilità, ancora oggi, non hanno sufficienti tutele, è soprattutto a causa di una narrazione pietistica e compassionevole, ma soprattutto medicalizzante della disabilità.

Continuare a sostenere che la sedia a rotelle sia un peso, una gabbia, una catena che “costringe”, non fa altro che alimentare una visione distorta e discriminatoria.

La mia carrozzina è invece uno strumento che mi rende libero: mi permette di spostarmi, viaggiare, incontrare persone, lavorare, perfino innamorarmi. Di avere un ruolo attivo all’interno della società. Insomma, di essere vivo.

Cara Dottoressa Augias, conosce forse qualcosa di più dignitoso di questo? Dell’essere se stessi, di esprimersi completamente? Io, no.

Ciò che ieri ha detto in TV non è stato solo violento per milioni di persone disabili, ma lo è stato per tutta l’Italia perché, un domani, potrebbe chiunque ritrovarsi in una condizione che lei (e non solo, intendiamoci) giudica poco decorosa.

Ecco, Dottoressa, le parole sono importanti. E per una giornalista lo devono essere ancora di più. Ma spero di non insegnarle niente di nuovo…
Per questo la prego di averne maggiore cura, la prossima volta, perché il suo potere mediatico plasma la realtà e, domani, se noi “senza dignità” avremo qualche diritto garantito in più, sarà anche grazie a chi, anziché una carrozzina, avrà imparato a vedere una persona come le altre. Finalmente.

Chapeau, Iacopo.

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Fonti: TG1 / Sky News / Iacopo Melio Instagram

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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