Antitrust, maxi multa da 11 milioni di euro a Poste italiane per ostacolo alla concorrenza e abuso di dipendenza economica

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L'Antitrust ha sanzionato per 11 milioni di euro Poste italiane per abuso di dipendenza economica nel periodo compreso tra il 2012 e il 2017

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Undici milioni di euro: è la sanzione da capogiro che dovrà pagare Poste Italiane, multata dall’AGCM (Autorità garante delle concorrenza e del mercato) per abuso di dipendenza economica. I fatti risalgono al periodo compreso tra il 2012 e il 2017, durante il quale l’azienda che si occupa di servizi postali, bancari, finanziari e di telecomunicazione avrebbe  “imposto clausole gravose nei contratti con Soluzioni Srl., società che ha svolto per Poste Italiane il servizio di distribuzione e raccolta di corrispondenza”.

Con la sua condotta, la società ha quindi violato l’articolo 9, comma 3 bis, della legge 18 giugno 1998, n. 192.

Poste Italiane ha imposto clausole ingiustificatamente gravose nei contratti sottoscritti nel 2012 e nel 2013, e vigenti fino al mese di giugno 2017, con Soluzioni S.r.l., una società che per molti anni ha svolto, per conto di Poste Italiane, il servizio di distribuzione e raccolta di corrispondenza nella città di Napoli– si legge nella nota diffusa dall’Antitrust. – In particolare, la società ha adottato un insieme di condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose ed ha tenuto condotte abusive che hanno prodotto un consistente squilibrio nel rapporto negoziale con Soluzioni, costretta, tra l’altro, a sopportare il divieto di trasporto e consegna congiunti dei prodotti di Poste Italiane e quelli di terzi, nonché a consentire a Poste di ridurre, a proprio piacimento, i quantitativi minimi e di modificare la tipologia dei prodotti.

Come se non bastasse, la società Soluzioni è stata costretta a svolgere prestazioni aggiuntive non previste dal contratto, non retribuite.

Secondo l’Antitrust, dunque, Poste Italiane ha ostacolato il corretto svolgimento della concorrenza nel mercato perché “con la sua condotta abusiva ha escluso un operatore che avrebbe potuto sia prestare la propria attività a favore di operatori postali alternativi sia costituire un potenziale vincolo concorrenziale a livello locale.”

Per Poste Italiane si tratta di una bella batosta, arrivata a meno di un anno dalla multa di 5 milioni di euro per le raccomandate non consegnate. 

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Fonte: AGCM

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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