Alessandra Matteuzzi è l’ennesima donna vittima di femminicidio in Italia in una lista che non vorremmo più vedere

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Nelle ultime ore è diventata argomento di mero scontro politico, eppure quella della violenza contro le donne dovrebbe essere una questione prima di tutto culturale che accomuni tutti, nessuno escluso

Un altro femminicidio, l’ennesimo, si è consumato poche ore fa a Bologna. Alessandra è stata uccisa così, a martellate e con altri oggetti contundenti, dal suo ex compagno. Un uomo che era già stato denunciato e allontanato dalla donna.

Si sapeva, quindi, mentre scriviamo un’altra pagina di un altro femminicidio annunciato.

Nessun extracomunitario, nessun invasore, nessun richiedente asilo. Ad uccidere le donne sono loro, i mariti, gli ex, i conviventi, i fratelli, i vicini. Quelli che ti ritrovi in casa e sui quali c’è l’opinione perbene dell’uomo perbene, quelli che “era un tipo tranquillo”, quelli che t’ammazzano nel luogo che dovrebbe essere più sicuro: casa tua.

Anche Alessandra finirà per essere l’ennesima tacca di una lista che già solo chiamarla lista fa venire il voltastomaco. Sono talmente tante le donne che ancora nel 2022 in Italia sono state uccise per mano di uomini, che i dati dei femminicidi non possono che essere raggruppati in un elenco di nomi e di volti che non ci sono più a causa della violenza domestica.

Da gennaio al 19 giugno del 2022 sono 57 le donne uccise in Italia, secondo i dati del Ministero dell’interno. A loro se ne aggiungono altre sinora.

Una ogni tre giorni.

Dati che non si fermano: nella scorsa Giornata internazionale dei diritti della donna, la Direzione centrale della Polizia criminale ha snocciolato in un report dati agghiaccianti: nel quadriennio 2018-2021 c’è sì un flebile calo degli omicidi volontari, ma un aumento proprio dei cosiddetti reati-spia: stalking, maltrattamenti e violenze sessuali.

Gli omicidi volontari di donne nel 2021 sono stati 119, con una flessione del 16% rispetto al 2018, quando erano stati 141, ma una tendenza in crescita rispetto al 2020 (117) e 2019 (109). Rispetto al 2018, i dati dello scorso anno indicano invece un aumento dei reati di stalking (+18%), maltrattamenti contro familiari e conviventi (+30%) e violenza sessuale (2%).

E ad oggi? L’uccisione di Alessandra solo ieri ci dice che non va meglio, anzi, e che la violenza omicida segna di fatto il possesso estremo del corpo femminile. Lo conferma la sua morte, i numeri, i dati di donne massacrate. C’è bisogno di un bagno di umiltà da parte dei politici, di una visione globale di quello che sta realmente accadendo a questa nostra società, troppo presa a riprendere coi telefonini uno stupro o l’uccisione di una persona per strada, piuttosto che ad aprire un libro, a coltivare empatia, a educare i propri figli al sacrosanto rispetto reciproco.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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