Con gli stivali sporchi di fango in Parlamento, un gesto potente contro il caporalato e in memoria dei lavoratori morti

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Il neoeletto deputato Aboubakar Soumahoro, noto attivista e sindacalista, è entrato in Parlamento con gli stivali da lavoro sporchi di fango per accendere i riflettori sullo sfruttamento e la lunga scia di sangue delle morti bianche

Niente scarpe eleganti e lucide. Per fare il suo primo ingresso in Parlamento Aboubakar Soumahoro, eletto recentemente deputato con la lista Alleanza Verdi e Sinistra, ha deciso di indossare degli stivali di gomma sporchi di fango. Proprio quegli stivali utilizzati dai braccianti agricoli, costretti a lavorare a turni disumani nei campi italiani, in troppi casi per una paga da fame.

Così Soumahoro, sindacalista e attivista di origini ivoriane, che da sempre si batte per dare voce ai diritti dei lavoratori sfruttati e maltrattati nel nostro Paese, ha voluto portare simbolicamente a Palazzo Montecitorio anche loro: i braccianti agricoli (spesso stranieri) che non ce l’hanno fatta, stremati dal caldo e dalla crudeltà del caporalato, ma anche tutti quegli italiani morti sul loro posto di lavoro.

Vado in Parlamento indossando questi miei stivali che ho sempre portato per lottare nei bassifondi dell’umanità, insieme alle mie compagne e ai miei compagni, contro lo sfruttamento e la precarietà. – spiega il neoeletto deputato – Porto questi stivali in ricordo delle tante e dei tanti compagni che non sono sopravvissuti a questa nostra lotta (come Soumaila Sacko, Joof Yusupha, Fallaye Dabo) e in memoria delle tante lavoratrici e lavoratori morti di lavoro (come Paola Clemente, Luana D’Orazio, Giuliano De Seta, Lorenzo Parelli).

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I decessi sul lavoro rappresentano una delle piaghe più grandi e dolorose per l’Italia. I numeri delle morti bianche nella nostra nazione sono a dir poco spaventosi: da gennaio a settembre di quest’anno le vittime sono state 677. Praticamente quasi tre decessi al giorno. Una lunga scia di sangue che continua a scorrere mentre lo Stato resta a guardare.

A pagare con la vita persino ragazzi giovanissimi. Il caso più recente risale allo scorso mese in un’azienda di Noventa di Piave (in provincia di Venezia), dove un 18enne di nome Giuliano, impegnato nell’alternanza scuola-lavoro, è stato travolto da una lastra di metallo. Un incidente che si è rivelato fatale.

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Con gli stivali sporchi di fango, Soumahoro ha voluto accendere i riflettori su questi drammi, dimostrando la sua solidarietà anche a chi vive in condizioni di povertà e convive quotidianamente con le discriminazioni.

Questi stivali sono il simbolo delle sofferenze e della speranza del Paese Reale che entra oggi con me in Parlamento per legiferare. – ha aggiunto l’attivista – Questo nuovo percorso da Deputato ha senso solo se è un cammino condiviso da chi, come me, sa cosa significa essere discriminato, patire la fame o avere le scarpe sporche del fango e del sudore del lavoro precario e sottopagato. La nostra postura sarà sempre con i piedi saldi nel fango della realtà e lo spirito rivolto verso il cielo della speranza.

In un momento di grave crisi economica e sociale come quello che stiamo vivendo, gesti come questo rappresentano una piccola rivoluzione per la nostra società, in cui gli esseri umani sono troppo spesso considerati semplicemente dei numeri…

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Fonte: Aboubakar Soumahoro 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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