Make-up, sai cosa c’è dentro la tua cipria? Le marche migliori e peggiori del test

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La cipria compatta è uno dei cosmetici più utilizzati per la sua capacità di migliorare l'effetto della pelle, creando una carnagione uniforme. Ma cosa contiene davvero? Un nuovo test ha messo a confronto 20 marche di cipria

Tante donne tengono sempre la cipria in borsa per rinfrescare il trucco quando serve, migliorare il proprio incarnato o opacizzare il naso. Il problema però è scegliere un prodotto che sia allo stesso tempo efficace ma anche “pulito”.

La nuova indagine sulle ciprie condotta da Öko-Test mostra che al loro interno si possono nascondere tracce di sostanze controverse (anche se sempre entro i limiti di legge) come piombo, arsenico e nichel.

Il test ha messo a confronto 20 ciprie acquistate al supermercato, nelle profumerie o farmacie tedesche (ma diverse marche sono presenti anche in Italia).

Di tutti i campioni è stato per prima cosa analizzato l’INCI, ovvero l’elenco degli ingredienti, ma le polveri sono poi state testate anche in laboratorio per vedere se risultavano contaminate da metalli pesanti come antimonio, arsenico, piombo o nichel oltre che da componenti di oli minerali.

I laboratori hanno cercato anche la presenza di fragranze e conservanti problematici.

I risultati

Solo quattro prodotti hanno ottenuto il massimo dei voti e dunque sono pienamente promossi dal test mentre quasi un terzo delle ciprie analizzate vengono considerate “inadeguate”.

Come mai? In alcuni casi i prodotti sono risultati contaminati da metalli pesanti come piombo, arsenico o antimonio. Questi metalli arrivano nelle ciprie attraverso diversi ingredienti naturali con cui sono realizzate e che si trovano sottoterra. Parliamo di minerali come talco, caolino o biossido di silicio, ad esempio, che possono assorbire grasso e umidità. O una miscela di ossidi di ferro e mica, che donano alla cipria gli effetti colorati.

Questi componenti portano metalli pesanti nella polvere, perché anche piombo, arsenico e antimonio si trovano naturalmente nella crosta terrestre. Naturalmente usarli deliberatamente in cosmesi è vietato, ma una contaminazione non intenzionale è difficilmente evitabile e tollerata.

L’Ufficio federale per la protezione dei consumatori e la sicurezza alimentare (BVL) ha fissato dei valori guida per questa contaminazione involontaria nelle ciprie e, al di sopra di un determinato limite, la considera tecnicamente evitabile. Il test fa riferimento proprio a questi livelli per definire quali ciprie sono da penalizzare e quali no.

Dai risultati emerge che 7 delle 20 polveri testate li superavano ma, specificano gli esperti tedeschi:

I livelli rilevati dal laboratorio sono ancora tutti in un range in cui non vi è alcun rischio acuto per la salute.

C’è da dire comunque che questi metalli pesanti non sono certo salutari per la pelle, anche se a piccolissime dosi.  L’arsenico, soprattutto nella sua forma inorganica, è altamente tossico e cancerogeno; il piombo si accumula nel corpo, ha un’emivita fino a 30 anni nelle ossa e può portare ad avvelenamento a lungo termine mentre l’ antimonio è sospettato di provocare il cancro nell’uomo ed è anche irritante per la pelle.

Nessun prodotto è risultato completamente privo di contaminazione da metalli pesanti (neppure i cosmetici naturali) ma alcune polveri erano ben al di sotto dei limiti fissati dal BVL.

Circa metà delle ciprie, poi, contengono nichel, noto allergene. In merito ai limiti da non superare di questo contaminante esiste una raccomandazione dell’Agenzia austriaca per la salute e la nutrizione ed è proprio questo che è stato considerato dal test per valutare i prodotti.

Altre sostanze controverse trovate in alcune ciprie sono i parabeni come il propilparaben, sospettato di avere un effetto estrogenico e quindi rigorosamente regolamentato nell’Ue ma anche gli idrocarburi aromatici di oli minerali (MOAH), che possono includere composti cancerogeni.

La metà delle ciprie convenzionali contiene infine siliconi problematici per l’ambiente o polimeri sintetici. Tra queste sostanze si possono trovare anche microplastiche solide.

Le marche migliori e peggiori

Le 4 ciprie migliori sono risultate essere quelle Benecos Natural, Terra Naturi, Essence mattyfing e Got2b Powder Ful.

Tra i prodotti peggiori invece, segnalati in rosso come “insufficienti”, c’è la cipria di cosmesi naturale Lavera (criticata in particolare per l’alto contenuto di antimonio), Pastell Compact di Max Factor, Fit Me di Maybelline, la Manhattan Soft Compact e Artdeco.

Soddisfacenti invece L’Oréal Perfect e Yves Rocher.

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@Oko-Test

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Fonte: Öko-Test

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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