Che cos’è Huggy Wuggy e perché non dovresti farci giocare tuo figlio se ha meno di 13 anni

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Portato alla ribalta in Italia dai Me contro Te, questo pupazzo sta creando problemi a molti bambini. Ma cos'è Huggy Waggy? E perché può essere pericoloso per i nostri figli? Non è adatto ai bambini piccoli, ha un classificazione PEGI 13 quindi solo per i maggiori di 13 anni

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Tutto blu e labbra rosse: si chiama Huggy Wuggy e come dice il suo nome è solito dare e richiedere abbracci. Ma nulla di coccoloso come sembra, perché questo personaggio qui sfoggia all’occasione dei denti aguzzi davvero inquietanti. Huggy Waggy è l’ultima delle trovate dei videogiochi che spopolano tra i più piccoli. E, come al solito, dovremmo stare attenti ai messaggi che lancia.

Già perché la canzoncina che lo accompagna fa così: I denti aguzzi ti lasciano sanguinante (Sharp teeth leave you bloody) Non chiamarmi mai brutto (Don’t you ever call me ugly) Abbracciami finché non muori (Hug me ’til you die).

Ok ok, è questo più o meno il senso.

Huggy Wuggy, che cos’è e di cosa si tratta?

Il pupazzo blu decisamente snodabile è l’antagonista che si trova nel primo capitolo del videogioco “Poppy Playtime”, uscito nell’ottobre 2021. Si tratta di un videogioco horror disponibile sui vari dispostivi Apple o Android. In sostanza, è un horror escape room per i più giovani in cui Huggy Wuggy compare all’improvviso – nei famosi jump scare – mentre il giocatore deve risolvere degli indovinelli per fuggire dalla fabbrica di giochi Playtime&co della quale Huggy è la mascotte.

Attenzione, per i più giovani sì, ma non tutti: il gioco ha un indice di classificazione PEGI 13, quindi solo per i maggiori di 13 anni dovrebbero giocarci o vederne il gameplay su Youtube. E invece tantissimi youtuber per bambini, a partire dai Me contro Te, ne mostrano le immagini indisturbati.

Cosa c’è che non va

La storia di Huggy Wuggy ricorda quella di un altro personaggio horror, Slender Man, una figura dagli arti allungati che non ha volto, che da un videogioco pure è esplosa diventando un fenomeno. Ma ricorda anche il Momo Challange o Jonathan Galindo: tutti pseudo-personaggi accomunati dalla parabola del pupazzo cattivo che fa capolino nei video sul web o nei giochi.

La creazione di un suo pupazzo (grandissimo!) e la diffusione dei suoi filmati su TikTok o Youtube stesso non convincono tutti, anzi: alcuni genitori hanno criticato l’esposizione dei più piccoli ad Huggy Wuggy, segnalando anche il trend alla polizia. Di certo il personaggio può fare paura, soprattutto ai più piccoli, e le parole della sua canzoncina non sono certo confortanti.

Cosa possiamo fare

Dunque, così come per serie Netflix come Squid Game abbiamo imparato che c’è e di deve essere un limite, anche per questi videogiochi il discorso è sempre quello: stiamo vicino ai nostri cuccioli e dirigiamo in alcuni casi anche le loro scelte. Proteggiamo i nostri figli da tutto ciò che magari “li attrae”, ma che non è adatto a loro e può provocare danni. Così come per la tv, anche per il web è possibile attivare il Parental Control sui vari dispositivi mobili.

Meglio Peppa Pig che Huggy Wuggy? Può essere, ma il discorso rimane più o meno sempre lo stesso: centellinare il tempo che i piccoli dedicano ai dispositivi elettronici e alla televisione e offrire loro delle alternative.

Perché anche un maialino rosa può creare turbe. Parola di scout 😉

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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