Gli orti scolastici sono ottimi maestri, insegnano ai bambini a mangiare sano (e migliorano i voti)

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Gli orti scolastici sono un grande aiuto per insegnare ai bambini (e ai genitori) a mangiare sano ma l'esperienza di una scuola del Messico, sostenuta dalla Fao, mostra anche come aiutino ad aumentare il rendimento scolastico

Prendersi cura di un orto è un’attività piacevole, rilassante e stimolante per la mente. Avere a che fare con delle piantine da far crescere per poter poi gustare il frutto del proprio lavoro è molto utile anche ai bambini, un sistema semplice ed efficace per insegnare loro l’importanza del mangiare sano.

A ricordarlo è la Fao che sintetizza i benefici dello “school gardens” in 5 punti:

  • Assaggiare e imparare a conoscere il cibo sano
  • Imparare a coltivare frutta e verdura
  • Sviluppare capacità di lavoro di squadra
  • Promuovere un’alimentazione migliore
  • Imparare a valorizzare il lavoro di chi coltiva il nostro cibo

L’esperienza del Messico

Un esempio calzante di come la presenza di un orto a scuola curato dagli studenti possa fare la differenza arriva dal Messico. Qui, e più precisamente alla scuola General Lázaro Cárdenas ad Ajalpan, nel cuore della provincia messicana di Puebla, gli alunni piantano, raccolgono e mangiano insieme quanto da loro curato e fatto crescere fino a maturazione.

Insomma, il coinvolgimento degli alunni nell’iniziativa va ben oltre il semplice sedersi e pranzare tutti insieme ogni giorno. I 96 studenti infatti, con l’aiuto occasionale dei genitori, contribuiscono in prima persona alla coltivazione del cibo nell’orto di proprietà della scuola.

A questo scopo, alcune aiuole rialzate sono state posizionate dal ministero dell’agricoltura del Paese in collaborazione con la FAO, dopo che uno studio dell’ONG locale, SURCOS, ha scoperto alti livelli di malnutrizione nella comunità Náhuatl nella città di Ajalpan. In questa comunità, ben l’87% dei giovani soffre di problemi di salute causati da un’alimentazione scorretta, che a sua volta è conseguenza delle difficoltà economiche in cui vivono le famiglie.

L’orto dà quindi ai bambini la possibilità di nutrirsi in maniera sana. Questo produce infatti 13 diversi tipi di ortaggi ed è anche sede di un pollaio.

La presenza dell’orto, tra l’altro, ha migliorato anche i voti degli studenti. Come ha fatto sapere il direttore della scuola, José Cirilo Cruz Peralta:

Stiamo scoprendo che gli scarsi voti degli studenti sono sicuramente causati da un’alimentazione malsana. È stato un buon momento per cercare di collegare queste due cose e trarne qualcosa di positivo.

L’orto è un grande maestro

Il direttore che è anche professore nella scuola, usa l’orto per insegnare ai bambini come prendersi cura di se stessi e dell’ambiente mentre altri insegnanti lo sfruttano per insegnare moltiplicazioni e divisioni mentre gli alunni usano i righelli per misurare i perimetri e le aree per la semina.

E le lezioni di scienze naturali, neanche a dirlo, trovano nell’orto il loro “habitat naturale”.

Per imparare la biologia, invece, molto utili sono le galline, che producono tra le 15 e le 18 uova al giorno, ottime per preparare il pranzo degli studenti.

Ma questo progetto è riuscito a fare molto di più: si è esteso alle famiglie. Seguendo l’esempio della scuola, alcuni genitori hanno creato i propri orti anche a casa e hanno deciso di chiudere il negozio di snack che si trovava nel complesso scolastico. Ora merendine, cibi trasformati e junk food sono stati sostituiti da bietole, carote, spinaci e cavolfiori.

Anche i genitori, insomma, sono diventati più consapevoli dell’importanza di una sana alimentazione. Come ha dichiarato una mamma che ha i figli nella scuola:

Abbiamo deciso di chiudere il negozio perché vendeva tutto ciò che sappiamo non va bene per i nostri figli. Questo tipo di cibo fa terribili danni ai loro corpi, colpendo tutto, dai denti all’intestino.

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Fonte: FAO

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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