La morte per muffa di un bambino è inaccettabile

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Per lui doveva essere il luogo più sicuro, ma abitarci si è rivelato fatale: così in Inghilterra un bambino di 2 anni è morto a seguito dei problemi di salute causati dalla troppa muffa presente nella sua abitazione popolare. Una tragedia intollerabile nel ventunesimo secolo.

Morire a soli due anni per la troppa muffa presente in casa. Purtroppo è successo davvero e non in un Paese sottosviluppato, ma nel Regno Unito. Il fatto drammatico risale al 2020, ma soltanto di recente – quasi alla fine di un’inchiesta che va avanti da due anni – l’ufficiale giudiziario ha stabilito che il piccolo Awaab Ishak è deceduto a seguito di “una grave patologia respiratoria provocata dall’esposizione prolungata alla muffa nell’ambiente domestico”.

Un caso che ha dell’assurdo e che ha sollevato diverse polemiche nel Paese. “Una tragedia inaccettabile”: così l’ha definita Micheal Gove, Segretario britannico per le pari opportunità, l’edilizia abitativa e le comunità.

Il bimbo viveva insieme ai suoi genitori, originari del Sudan, in una casa popolare nei sobborghi della contea metropolitana di Greater Manchester gestita dalla società Rochdale Boroughwide Housing. Le condizioni dell’edificio, però, erano visibilmente inadeguate per viverci in maniera sicura.

La vicenda

“Non era uno spazio propriamente adibito per le normali attività quotidiane e questo ha portato a un eccesso di umidità e condensa” ha sottolineato il medico legale, intervenuto in tribunale. Ma le richieste della coppia – valanghe di telefonate e mail – di cambiare alloggio o sistemarlo sono rimaste inascoltate. In realtò il papà di Awaab aveva segnalato la presenza della muffa nera già nell’autunno del 2017, prima della nascita del bimbo.

Nell’inverno del 2020 il piccolo ha iniziato a manifestare tosse e difficoltà respiratorie che lo avevano costretto ad un ricovero. Due giorni dopo aver lasciato l’ospedale, a distanza di appena una settimana dal suo secondo compleanno, le condizioni di salute del bambino sono degenerate. Quando è arrivato all’ospedale Royal Oldham era ormai troppo tardi: è sopraggiunta la morte a seguito di un arresto cardiaco.

Dalle analisi è emersa la presenza del fungo sia nel sangue che nei polmoni di Awaab. “Com’è possibile che nel 2020 nel Regno Unito un bimbo di 2 anni muoia a causa dell’esposizione alla muffa” ha domandato in aula il medico legale, scagliandosi contro la società che gestisce gli appartamenti popolari per non essere intervenuta.

Da parte della Rochdale Boroughwide Housing sono arrivate delle scuse tardive, in particolare dall’amministratore delegato che si è detto Gareth Swarbrick “veramente devastato per la morte di Awaab e per gli errori commessi”.

Un caso assurdo (ed evitabile)

Per i genitori di Awaab, richiedenti asilo sudanesi, il trattamento a loro riservato è stato fortemente razzista. “Non abbiamo alcun dubbio di essere stati trattati in questo modo perché non siamo originari di questo Paese” ha evidenziato la coppia, chiedendo alla società Rochdale Boroughwide Housing di smetterla di offrire case in situazioni così disastrate ai rifugiati, approfittandosene della loro disperazione.

Le indagini sul caso non sono ancora concluse, ma tante altre persone rischiano la stessa sorte del piccolo Awaab in quell’area di Greater Manchester. Una recente inchiesta condotta dal Manchester Evening News ha scoperto che altre famiglie attualmente negli alloggi popolari vivono in edifici pieni di muffa e umidi, a distanza di ben 18 mesi dalla morte del bimbo.

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Fonti: BBC/The Guardian

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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