Quei 400mila iscritti alla più grande piattaforma pedopornografica del mondo fanno davvero paura

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Smantellata "Boystown", la più grande piattaforma mondiale di scambio di contenuti pedopornografici. La rete contava circa 40mila iscritti da ogni parte del mondo.

400mila: è questo il numero degli iscritti alla più grande piattaforma internazionale di scambio di materiale pedopornografico. È numero gigantesco che fa paura e ci lascia sconcertati. La rete sul Darknet, attiva dal giugno del 2019, è stata smantellata proprio in questi giorni dall’Anticrimine federale tedesco. Boystown, così veniva chiamata la rete appena in questione, consentiva agli utenti di condividere immagini e video di minori, contenenti anche scene di abusi sessuali su bambini molti piccoli. Dopo l’arresto dei principali sospettati, la piattaforma è stata finalmente chiusa.

Nel corso dei blitz effettuati in Germania sono finiti in manette tre uomini, di età compresa tra i 40 e i 64 anni, mentre un 54enne, con cittadinanza tedesca, è stato arrestato in Paraguay e verrà estradato in Germania, sulla base di un mandato di cattura internazionale emesso dal suo Paese d’origine. Nel corso delle indagini, sono state perquisite anche sette case nel Nord della Germania, in Baviera e ad Amburgo.

Come funzionava la rete Boystown

La rete Boystown contava 400mila adepti, provenienti da ogni parte del mondo. Sulla piattaforma gli utenti potevano scambiarsi contenuti, cercarli per categoria e chattare tra loro. Secondo quanto scoperto dagli inquirenti, uno dei membri più attivi – un 64enne di Amburgo per cui è scattato l’arresto – avrebbe condiviso oltre 3.500 post, mentre tre persone spiegavano agli altri utenti come navigare in sicurezza senza essere scoperti dalle forze dell’ordine.

Per fortuna, però, l’Anticrimine tedesco – grazie alla collaborazione con le forze dell’ordine della Svezia, degli Stati Uniti, dell’Australia e del Canada – è riuscito a smascherare l’enorme rete di pedofili, che ha agito nell’ombra per circa due anni. Questa terrificante vicenda ci ricorda l’importanza di tutelare i minori online, troppo spesso esposti a rischi sui social come Facebook e TikTok…

Fonte:  Zentralstelle zur Bekämpfung der Internetkriminalität 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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