I genitori dei bimbi in quarantena hanno diritto solo al congedo parentale Covid

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Il congedo parentale Covid al 50% sta suscitando molte critiche da parte dei genitori di bambini delle classi in quarantena

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Il congedo parentale Covid, che prevede una retribuzione dimezzata al 50%, sta suscitando molte critiche da parte dei genitori di bambini delle classi in quarantena o positivi

Ufficialmente le scuole, di ogni ordine e grado, sono aperte – ma si è ben lontani da una situazione di normalità. I contagi nelle classi sono all’ordine del giorno fra gli alunni come fra i docenti ed il personale scolastico, e questo costringe intere classi alla modalità di didattica a distanza, per la gioia dei genitori che lavorano.

Sono i bambini più piccoli, quelli di età inferiore ai 5 anni che frequentano asili nido e scuole materne, a pagare lo scotto più pesante di questa situazione di emergenza sanitaria: non essendo vaccinati contro il Covid-19 e non indossando la mascherina, sono maggiormente esposti al rischio di contagio, quindi per loro scatta la quarantena di tutta la classe con un solo caso di positività al Covid (diversamente dalle altre fasce scolastiche, in cui i provvedimenti di quarantena scattano per due o tre positivi); infine, per loro non esiste didattica a distanza, ma un semplice periodo di allontanamento dalla scuola che dura dieci giorni (con rientro in classe con tampone negativo effettuato al decimo giorno dal contatto con positivo).

I bambini più piccoli sono anche quelli maggiormente bisognosi di cure e attenzioni da parte dei genitori, che non possono lasciarli da soli in casa per recarsi a lavoro né possono sperare di lavorare in modalità di smart working con un pargoletto urlante fra le mura domestiche. Ecco allora che la domanda rimbalza sulle chat di classe e sui gruppi Facebook di mamme e papà che lavorano: i genitori che si assentano dal lavoro per occuparsi dei figli in quarantena che diritti hanno?

Purtroppo, come si legge sul sito dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, i genitori non possono più richiedere un congedo per malattia in caso di positività o quarantena del figlio, ma solo un congedo parentale specifico: questo vuol dire che, se prima il congedo per malattia garantiva il percepimento dello stipendio al 100%, il congedo si ferma al 50%. Una bella batosta economica che pesa sul bilancio familiare, soprattutto perché le quarantene nelle classi si susseguono l’una all’altra in maniera molto frequente, e i piccoli non possono essere affidati ad altri se non ai genitori poiché hanno l’obbligo di quarantena.

Come si legge sul sito INPS – “Il congedo parentale SARS CoV-2” può essere fruito dai genitori lavoratori dipendenti, dai lavoratori iscritti in via esclusiva alla Gestione separata o dai lavoratori autonomi iscritti all’Inps, per la cura dei figli conviventi minori di anni 14 affetti da SARS CoV-2, in quarantena da contatto o con attività didattica o educativa in presenza sospesa. Il congedo può essere fruito anche dai genitori lavoratori affidatari o collocatari. […] Per i periodi di astensione fruiti è riconosciuta un’indennità pari al 50% della retribuzione o del reddito a seconda della categoria lavorativa di appartenenza del genitore richiedente il congedo e i periodi sono coperti da contribuzione figurativa.

La domanda per ottenere i benefici economici del congedo deve essere presentata in via telematica, attraverso il sito dell’INPS, se si è in possesso di credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di almeno II livello, della Carta di identità elettronica (CIE) o della Carta Nazionale dei Servizi (CNS). In alternativa ci si può rivolgere al numero verde 803.164 o ai servizi offerti dagli istituti di patronato.

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Fonte: INPS

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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