Bonus latte artificiale 2021: chi ne ha diritto e come richiederlo

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Il bonus latte artificiale 2021 prevede un contributo fino a 400 euro per le mamme che per motivi di salute non possono allattare al seno

La maggior parte delle neomamme possono allattare al seno ma, purtroppo, alcune donne sono affette da patologie che impediscono di portare avanti questa pratica naturale. Devono quindi obbligatoriamente ricorrere all’utilizzo di latte formulato. Proprio per loro è pensato il bonus latte artificiale, attivo anche per il 2021.

Sulla Gazzetta Ufficiale del 18 ottobre 2021 sono state pubblicate tutte le specifiche che riguardano il Bonus Latte Artificiale, ovvero quel contributo per l’acquisto di sostituti del latte materno (formule per lattanti) da destinare a donne che hanno specifiche condizioni patologiche che precludono la possibilità di allattare naturalmente.

In tutti gli altri casi, la scelta migliore rimane l’allattamento al seno, come ricorda molto chiaramente anche il decreto stesso:

Ribadito che l’allattamento è la forma di alimentazione neonatale che migliora salute e benessere di donna e neonato, e che l’attuazione del presente decreto non deve ostacolare le attività di promozione, protezione e sostegno all’allattamento agite dalle regioni e province autonome.

Chi può richiederlo 

Sulla Gazzetta Ufficiale sono ben specificate le patologie che impediscono in modo temporaneo o permanente l’allattamento. Si può richiedere dunque il Bonus latte artificiale nei seguenti casi:

Indicazioni permanenti

  • infezione da HTLV1 e 2
  • sindrome di Sheehan
  • alattogenesi ereditaria
  • ipotrofia bilaterale della ghiandola mammaria (seno tubulare)
  • mastectomia bilaterale
  • morte materna

Indicazioni temporanee (da sottoporre a verifica mensile)

  • infezione da HCV con lesione sanguinante del capezzolo
  • infezione da HSV con lesione erpetica sul seno o capezzolo
  • infezione ricorrente da streptococco di gruppo B
  • lesione luetica sul seno
  • tubercolosi bacillifera non trattata
  • mastite tubercolare
  • infezione da virus varicella zooster
  • esecuzione di scintigrafia
  • assunzione di farmaci che controindicano in maniera assoluta l’allattamento
  • assunzione di droghe (escluso il metadone)
  • alcolismo

Le patologie devono essere certificate da uno specialista del Servizio sanitario nazionale, ovvero un pediatra o neonatologo (se identificate già durante la gravidanza o alla nascita) oppure dal medico di base o dal pediatra o specialista per le condizioni che si verificano dopo il parto.

Ci sono però anche dei requisiti relativi all’ISEE che, per richiedere il bonus, non deve superare i 30mila euro annui.

A quanto ammonta e fino a che età del neonato è erogabile

L’importo massimo previsto dal bonus è di 400 euro annui ma poi quello che effettivamente verrà corrisposto a chi farà domanda sarà stabilito dalla regione o provincia autonoma di residenza e varia in base al numero di richieste complessive.

Il bonus si può richiedere fino al compimento dei 6 mesi del bambino.

Come richiederlo

L’erogazione del contributo e i termini per presentare la domanda sono stabiliti e gestiti direttamente dalla regioni e province autonome. Dunque a loro bisogna fare riferimento nel caso si intenda richiederlo.

Sulla Gazzetta ufficiale si legge infatti:

Le regioni e province autonome stabiliscono altresì le modalità e i termini per la richiesta del contributo da parte degli aventi diritto.

Dove i genitori potranno richiedere il latte artificiale usufruendo del bonus? Come si legge sul decreto, i prodotti:

sono erogati direttamente dai centri di riferimento presso i quali sono in cura le donne, dai presidi delle aziende sanitarie locali, dalle farmacie convenzionate e da tutti gli altri fornitori autorizzati alla vendita secondo le direttive all’uopo emanate dalle regioni e province autonome.

Le criticità del bonus

Già nel 2019, appena approvata la possibilità del bonus per il latte artificiale, la società italiana di neonatologia (Sin) aveva espresso le sue perplessità in cui comunicato in cui si legge:

Pur comprendendo le motivazioni che hanno portato all’approvazione della misura, la SIN ritiene che il provvedimento potrebbe, se non correttamente interpretato e non affiancato da altri  interventi a sostegno dell’allattamento naturale, penalizzare l’allattamento al seno. Prevedere un aiuto economico isolato non a sostegno dell’allattamento materno, ma solamente a favore di quello in formula, rischia di essere controproducente, supportando un’alimentazione i cui effetti benefici non possono essere paragonati a quelli del latte materno.
Un conto è infatti prevedere un sostegno economico per l’acquisto del latte artificiale per le madri ed i bambini in cui l’allattamento materno non è praticabile per cause mediche ben documentate (cosa peraltro già prevista dalle normative vigenti), un altro discorso è destinare risorse ai casi di abbandono dell’allattamento al seno per vera o presunta mancanza di latte materno (ipogalattia e agalattia materna).
Sono davvero pochissime le controindicazioni all’allattamento materno, che spesso viene interrotto non perché legato a una specifica patologia, bensì per la presenza di difficoltà che potrebbero essere facilmente superate, aiutando ed informando le mamme durante questo delicato momento.

In realtà, forse anche in seguito a questa rimostranza, l’unico caso di agalattia inserito nel decreto, e per il quale dunque si può richiedere il bonus, è l’alattogenesi ereditaria.

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Fonte: Gazzetta Ufficiale 

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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