Bonus bebè: 600 euro mensili per il primo figlio contro lo spopolamento dei piccoli Comuni

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La Regione Sardegna è pronta a dichiarare guerra allo spopolamento e lo fa con una serie di misure per finanziare il “ritorno in paese”. Non solo bonus bebè, ma anche incentivi per chi apre un’attività e case a un euro

Arginare il fenomeno dello spopolamento e invertire il segno dei flussi demografici, così la Sardegna non vuole arrendersi a una popolazione che non cresce e prova ad arginare con una serie di incentivi. Ultimo in ordine di tempo il “bonus bebè” previsto dall’ultimo provvedimento della Regione.

Nello specifico, le linee guida appen approvate prevedono l’erogazione dei contributi a favore dei nuclei familiari residenti o che trasferiscono la propria residenza in uno dei 275 Comuni sardi con popolazione sotto i 3mila abitanti.

In questo modo, la misura dovrebbe consentire alle famiglie, anche composte da un solo genitore, di ricevere un assegno mensile di 600 euro per il primo figlio nato, adottato o in affido pre-adozione nel 2022, e di 400 euro per ogni figlio successivo fino al compimento del quinto anno d’età.

Saranno gli stessi Comuni, a cui saranno trasferite le risorse, a pubblicare gli avvisi per l’erogazione del contributo.

Quello per le famigli non è l’unica misura della Giunta sarda per incentivare il ritorno in paese. Il programma prevede infatti, anche altri contributi per incentivare sia la ristrutturazione e acquisto di case sia l’apertura di attività commerciali.

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Fonte: Regione Sardegna

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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