Spunta a NY la statua del gorilla Harambe che sfida il toro di Wall Street (e il capitalismo)

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Singolare protesta contro il capitalismo a Wall Street: davanti alla statua del toro è comparsa una scultura in omaggio al gorilla Harambe

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Sorpresa a Wall Street! In questi giorni davanti alla celebre statua a forma di toro è comparsa la scultura di un gorilla. E non si tratta di un gorilla qualunque, ma di Harambe. Probabilmente molti ricorderanno la sua triste vicenda. Il gorilla, infatti, è stato ucciso nel 2016 nello zoo di Cincinnati dopo che un bimbo di 4 anni era finito nel suo recinto.

A realizzare l’opera, dalla connotazione fortemente simbolica, Sapien.Network, una rete di attivisti (impegnati nella tutela del benessere umano) che ha voluto inscenare una protesta in chiave artistica contro le disparità economiche e il capitalismo.

La statua in bronzo, in onore di Harambe, incarna le classi sociali più fragili, in opposizione alle più ricche rappresentate dall’iconico toro. Quest’ultimo è stato poi circondato da decine di caschi di banane per evidenziare l’ineguale distribuzione della ricchezza provocata dal sistema capitalistico. Le banane non sono state sprecate – ci tiene a precisare Sapien.Network – ma verranno distribuite ai banchi alimentari locali. 

Tuttavia, secondo alcune segnalazioni sui social la statua sarebbe stata rimossa dal Bowling Green Park, nel quartiere della borsa di New York. Ma per il momento la notizia non è stata confermata dalla rete Sapien.Network. È probabile che nei prossimi giorni la statua venga posizionata in altri punti strategici. 

La triste storia di Harambe, vittima dello sfruttamento

Ma chi era Harambe e perché è stato scelto come emblema per la protesta? Harambe era un gorilla di pianura, una specie in via di estinzione, che nel 2016 è stato “sacrificato” dal personale dello zoo di Cincinnati, dopo che l’animale si era avvicinato a un bimbo di 4 anni, caduto accidentalmente nel suo recinto. All’epoca la decisione di abbattere il primate ha scatenato un acceso dibattito, anche perché il gorilla di 17 anni, ormai abituato alla cattività, non sembrava voler attaccare il bambino. Insomma, Harambe è stato doppiamente vittima (sia per la vita trascorsa in cattività, sia per la sua cruenta morte cruenta) dello sfruttamento fatto in nome del profitto. 

A seguito della decisione drastica, sul web era stata lanciata una petizione per chiedere giustizia per Harambe, a cui hanno aderito 100mila persone in meno di 24 ore.

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Fonte: Sapien.Network

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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