L’artista che ha voluto richiamare l’attenzione sulla secca storica del fiume Paraná, in Argentina, con un enorme murale

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È l'ultima opera del muralista argentino Martin Ron: un dipinto a San Nicólas de los Arroyos per denunciare la secca del fiume Paraná.

Un ragazzo prende un fiore autoctono dal fiume, mentre guarda la sua immagine riflessa nell’acqua. Nella città argentina di San Nicolas de los Arroyos, a circa 240 chilometri a nord di Buenos Aires e sulle rive del Rio Paraná, un enormi murale “racconta” un problema devastante: la storica secca del fiume

La firma è quella di  Martín Ron, famoso street artist argentino che ha regalato centinaia di murales in tutto in mondo e che ora, con un enorme dipinto di 40 metri di altezza sul lato di un edificio nel centro della città di San Nicolas, ha voluto portare l’attenzione sul devastante declino del fiume. Colpito dalla mancanza di precipitazioni in Brasile, quest’anno il Rio Paranà ha raggiunto il livello più basso in quasi 80 anni.

Secondo fiume più grande del Sud America dopo il Rio delle Amazzoni, il Rio Paraná – che fa da confine tra l’Argentina e il Paraguay – è infatti ormai in secca da settimane. Un video girato sui social il mese scorso mostrava come un gruppo di persone attraversava a piedi il letto del

Stiamo camminando sul letto del fiume Paraná. L’immagine è davvero molto triste, dice una donna mentre mostra le sponde di  San Marcos, in Paraguay, l’isola di Caraguatay e la periferia della città di Montecarlo, a nord di Tierra Colorada, nella provincia argentina di Misiones. La portata del Paranà è così ridotta che permette di vedere i sassi sul fondo del fiume e di percorrerlo a piedi in alcuni tratti.

Alla fine di luglio, il governo argentino ha dichiarato lo stato di emergenza idrica per 180 giorni nell’intera regione del bacino del Paraná, dove si è registrata la più importante diminuzione delle sue acque negli ultimi 77 anni. Il fiume, che inizia in Brasile prima di serpeggiare attraverso il Paraguay e poi in Argentina fino all’oceano, trasporta circa l’80% delle esportazioni agricole argentine di soia, mais e grano.

Attualmente, nel porto di Paraná, il capoluogo della provincia di Entre Ríos, la portata del fiume è a -32 centimetri sotto il livello idrometrico, la più bassa dopo il record del 1944, quando raggiunse i -1,40 metri. Secondo l’Instituto Nacional del Agua de Argentina (INA) la secca del Paraná è la peggiore dal 1944 e contempla tre possibili scenari per i prossimi 4 mesi in diverse località fluviali, il terzo dei quali è il più critico e addirittura peggiore di quello verificatosi nel 1944: a novembre nel comune di Rosario il livello potrebbe raggiungere  i -1,59 metri, rispetto ai -1,39 metri di 77 anni fa.

I murales

Quando sono arrivato in questa bellissima città, ero preoccupato per il drammatico cambiamento che il paesaggio ha subito a causa dello storico pluviale del Rio Paraná, fiume che dà vita a gran parte di questa regione – scrive Martín Ron su Instagram. Le cause? Tante: cambiamenti climatici, siccità, deforestazione, riduzione delle zone umide e tanto disinteresse nel porsi delle domande.
Le conseguenze? Troppe. Questo murale fa parte di una nuova serie di murales a cui sto lavorando dove il protagonista è il riflesso. E quanto è opportuno mettersi in gioco per invitarvi a riflettere su cosa succede quando per un fiume finisce l’acqua.

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Fonti: Reuters / Instagram

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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