Sandman: l’epidemia di sonno di cui parla la serie Netflix c’è stata davvero e ha colpito milioni di persone

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The Sandman è una serie fantasy basata sull’omonimo fumetto di Neil Gaiman e pubblicato tra la fine degli anni ‘80 e gli anni ‘90. Fantasy sì, ma non troppo: Neil Gaiman trasse a sua volta ispirazione dalla vera epidemia di sonno del 1916

Fu a cavallo tra il 1916 e il 1917 che si diffuse, tanto in Europa quanto negli Stati Uniti, un virus assai misterioso. Era la cosiddetta encefalite letargica, meglio nota come “malattia del sonno”: chi ne veniva colpito cadeva in un sonno profondo. Una condizione che, all’epoca, ha interessato milioni di persone.

Ed è proprio quella epidemia che si ispira, almeno in parte, The Sandman, la cui prima stagione è ora disponibile su Netflix.

Nel primo episodio, Patrick Burgess (Charles Dance) è uno stregone britannico che, proprio nel 1916, compie un rito per catturare Morte e costringerla a riportare in vita il figlio defunto. Ma l’uomo non fa altro che attirare Morfeo che, senza più alcun strumento, è tenuto prigioniero per più di cento anni. Nel mondo della veglia di The Sandman, si diffonde così una malattia del sonno che colpisce milioni di persone, che si addormentano e non si svegliano più.

Un mix perfetto di realtà e fantasia, insomma, visto che – come dicevamo – proprio come viene spiegato nella serie Netflix, è davvero accaduto che in molti siano stati vittime di un sonno profondo e restando in una condizione di quasi coma.

La malattia del sonno

Conosciuta come encefalite letargica, è un’infiammazione del cervello. Tra il 1915 e il 1920 causò una epidemia e colpì quasi 5 milioni di persone, causando il decesso di più di un terzo di esse.

La malattia venne descritta per la prima volta dal neuroscienziato austriaco Constantin von Economo e dal francese Jean-René Cruchet – per questo è conosciuta anche col nome di encefalite di von Economo-Cruchet – e si caratterizza per quello che viene detto ipersonno, cioè un profondo sonno patologico nel quale si ricade costantemente anche dopo essere stati svegliati.

Quanto alle cause, l’unica cosa certa rimane l’origine virale dell’infezione, mentre ancora non è nota la causa scatenante. Focolai epidemici di encefalite letargica sono stati registrati fino alla metà degli anni ’20 del secolo scorso, mentre oggi si manifesta solo in rari casi.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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