Riapre il “museo ai confini del mondo” in una città fantasma, sopra il Circolo Polare Antartico

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Dopo un periodo di chiusura forzata a causa della pandemia, ha riaperto i battenti il South Georgia Museum, il museo ai confini del mondo

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Dopo un periodo di chiusura forzata a causa della pandemia, ha riaperto i battenti il South Georgia Museum, il museo ai confini del mondo, in una città fantasma popolata da pinguini e foche

La Georgia del Sud è una terra quasi del tutto disabitata. In totale sono circa 20 i residenti permanenti – tra cui scienziati e personale addetto alla manutenzione – nel territorio britannico d’oltremare situato nell’Oceano Atlantico meridionale. Eppure, in questo luogo freddissimo e remoto, popolato da foche e pinguini, ha da poco riaperto il South Georgia Museum, ribattezzato con il nome di “museo ai confini del mondo”. Perché in effetti lo è, visto che l’isola si trova poco sopra il Circolo Polare Antartico. Dopo uno stop provocato dalla pandemia di Covid, i gestori della struttura hanno deciso di non rinunciare alla sfida.

L’idea del museo nasce nel 1989 durante un’operazione di pulizia della vecchia stazione baleniera di Grytviken, dove si trovavano imbarcazioni, attrezzature e anche alloggi per chi era impegnato nella caccia alle balene e alla produzione di olio di balena usato in passato per l’illuminazione. È proprio in questa città fantasma che è stato allestito il South Georgia Museum.

Naturalmente non è facile gestire un museo in un’area in cui le temperature sono gelide e in cui i turisti si spingono difficilmente. Il South Georgia Heritage Trust, che gestisce la struttura, ha sede a Dundee in Scozia e ha disposizione del personale a tempo pieno, ma di tanto intanto recluta lavoratori stagionali da mandare o tirocinanti da mandare al museo ai confini del mondo.

Abbiamo avuto personale dall’Europa, dall’Australia, da tutte le parti del mondo – racconta Sarah Lurcock, direttrice del South Georgia Heritage Trust, che nonostante le difficoltà crede fermamente nel progetto – Molto spesso sono persone che hanno esperienza di lavoro in un luogo remoto con un piccolo team.

Cosa custodisce South Georgia Museum

Ma cosa si può ammirare al “museo ai confini del mondo”? Praticamente di tutto e di più. Originariamente South Georgia Museum era stato pensato come museo dedicato alla tradizione della caccia alle balene, ma negli ultimi 20 anni è stato allestito diversamente. La struttura, suddivisa in circa 10 stanze, racchiude tutto ciò che rappresenta il patrimonio culturale e naturale dell’isola. Al suo interno sono custoditi reperti archeologici, geologici, cimeli militari, antiche imbarcazioni, almanacchi e mappe.

Il museo ha anche una sezione dedicata alla storia naturale, dove è custodito anche reperti di cetacei e uccelli come gli albatri urlatori (uccello attualmente vivente con apertura alare più ampia).

La Georgia del Sud è un territorio britannico d’oltremare ed è un gioiello in termini di fauna selvatica – sottolinea afferma Alison Neil, amministratore delegato dell’Heritage Trust. – Ha la più grande concentrazione di uccelli marini sulla Terra. Le popolazioni di balene si stanno riprendendo. Gli uccelli nativi si stanno riprendendo grazie al lavoro che abbiamo svolto per sradicare ratti e topi.

Visitare il museo significa, quindi, immergersi nella ricchezza naturale e culturale di questo territorio sconosciuto ai più.

Abbiamo l’obbligo di educare le persone sulla storia passata della Georgia del Sud, che era insostenibile per la natura – aggiunge Neil – Se l’umanità può cambiare atteggiamento e iniziare a proteggere la natura invece di sfruttarla, allora possono accadere cose incredibili. La Georgia del Sud è un piccolo microcosmo che dimostra che difendere la natura, invece di sfruttarla, è possibile anche per il resto del mondo.

Prima dello scoppio della pandemia ogni anni erano circa 10mila i turisti che venivano a visitare il museo e il resto dell’isola. Ma adesso, a causa del crollo del turismo, è tutto più complicato.

Per mettere a disposizione di tutti i tesori custoditi nel museo ai confini del mondo, lo staff ha deciso di arricchire il sito web del South Georgia Museum con immagini, informazioni e racconti. E chi non può andare fisicamente in Georgia del Sud può optare per un affascinante tour virtuale!

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Fonte: South Georgia Museum

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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