Contro i pesticidi: Rachel Carson, chi è la donna che negli anni ’60 ne denunciò per la prima volta gli effetti collaterali

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Forse la migliore scrittrice naturalistica del XX secolo, Rachel Carson oggi è ricordata più come colei che sfidò l’idea che gli esseri umani potessero ottenere il dominio sulla natura mediante sostanze chimiche, bombe e viaggi nello spazio che per i suoi studi sulla vita oceanica. Il suo Silent Spring metteva in guardia dai pericoli derivanti dall’uso improprio di pesticidi chimici e metteva in dubbio la portata e la direzione della scienza moderna, dando inizio al movimento ambientalista contemporaneo

Un modo per aprire gli occhi è chiedersi, e se non l’avessi mai visto prima? E se sapessi che non l’avrei mai più rivisto?

Sono passati 60 anni dalla pubblicazione del sensazionale Silent Spring, un grande classico del pensiero ecologista, pietra miliare – come avrebbe detto Al Gore – dell’ambientalismo. Lei, l’autrice, è Rachel Carson, ed lei che, in quegli appassionanti capitoli, metteva nero su bianco probabilmente per la prima volta i danni irreversibili all’ambiente e all’uomo causati (anche) dai pesticidi, a partire dal DDT.

Fu attaccata, nel pieno degli anni ’60, dalle multinazionali della chimica e dell’industria agroalimentare. Ma non si fermò a Rachel, oggi, dobbiamo una grossa fetta del nostro sapere il degrado subdolo dell’acqua, dell’aria e del suolo. Di quel “prezzo del benessere” che, dall’altro capo, è causa di malessere e di sottosviluppo per i più poveri.

Non è un caso che Rachel Carson sia ad oggi riconosciuta come la madre dell’ambientalismo americano. Fu lei, infatti, la prima a prevedere con largo anticipo gli effetti delle tecniche agricole e la prima a denunciare pubblicamente i danni all’ambiente da deforestazione e dal consumo del suolo.

Rachel Carson, una vita per la natura

Nata a Springdale, in Pennsylvania, nel 1907, Rachel si dedica fin da bambina all’osservazione della natura. Al college femminile della Pennsylvania, sceglie di studiare biologia, poi, ammessa alla John Hopkins University, si mantiene facendo da assistente di laboratorio laureandosi nel 1932. Nel contempo, fa ricerca al dipartimento di zoologia dell’università del Maryland e poi viene assunta come biologa acquatica al Bureau of Fisheries.

Dopo aver pubblicato numerosi articoli e testi scientifici, nel 1941 pubblica il suo primo libro Under the Sea Wind, seguito nel 1951 da The Sea around us (Il mare intorno a noi). Nel frattempo, diventa direttrice delle pubblicazioni del Bureau, ma Mary Rodell, la sua agente letteraria, la incoraggia a scrivere a tempo pieno. Con le vendite di The Sea around us , pluripremiato e il cui adattamento per il cinema vince l’Oscar del miglior documentario, nel 1953 acquista un potente microscopio e un cottage a Southport Island, nel Maine. Oggi quell’area è il Rachel Carson National Wildlife Refuge.

Da qui, si interessa presto allo studio delle coltivazioni e alla difesa di quel mondo naturale che tanto amava e che, come dichiarò, “veniva maltrattato senza che lei potesse fare nulla”. Iniziò così la sua campagna contro il DDT, il cui risultato forse più importante e duraturo fu la capacità di aprire per la prima volta un dibattito sull’ambiente, come insieme di correlazioni che non possono prescindere l’una dall’altra.

Cambiamento climatico, innalzamento del livello del mare, scioglimento dei ghiacciai artici, crollo delle popolazioni di uccelli e animali, lo sgretolamento delle faglie geologiche: tutto fa parte del lavoro di Carson. Ma come, si chiedeva, il pubblico sarebbe stato informato di tutto ciò? Qual era il “diritto di sapere” del pubblico?

La prova dell’uso improprio diffuso dei pesticidi chimici organici, il Governo e l’industria dopo la seconda guerra mondiale hanno spinto la Carson a parlare non solo della minaccia immediata per gli esseri umani e per l’ambiente derivante dall’esposizione chimica inconsapevole, ma anche a mettere in discussione l’assunto del Governo e della scienza dominante secondo cui il potere umano sulla natura era la direzione giusta verso il futuro. In Silent Spring, Rachel Carson pone dure domande:

  • se e perché gli esseri umani avessero il diritto di controllare la natura
  • decidere chi vive o muore
  • avvelenare o distruggere vite non umane

Nel mostrare che tutti i sistemi biologici erano dinamici e esortando il pubblico a mettere in discussione l’autorità, a chiedere “chi parla e perché”, la Carson è diventata una rivoluzionaria e Silent Spring è diventato il manuale per il futuro di tutta la vita sulla Terra.

Silent Spring, Primavera silenziosa

Nel saggio Primavera silenziosa, la Carson descrive i danni irreversibili all’ambiente e all’uomo causati dall’uso in agricoltura di pesticidi e sostanze inquinanti.

Serializzato in tre parti sul New Yorker, Silent Spring fu pubblicato ad agosto del 1962 e divenne subito un best-seller e il libro più discusso degli ultimi decenni. Utilizzando le sue numerose fonti nella scienza federale e nella ricerca, Rachel Carson trascorse più di sei anni a documentare la sua analisi secondo cui gli esseri umani stavano abusando di pesticidi chimici potenti e persistenti prima di conoscere l’intera portata del loro potenziale danno per l’intero biota.

L’appassionata preoccupazione di Carson in Silent Spring riguarda il futuro del Pianeta e tutta la vita sulla Terra. In queste pagine invita gli esseri umani ad agire in modo responsabile e attento e suggerisce un cambiamento necessario nel modo in cui le democrazie e le società liberali operano. Carson crede che il Governo federale sia parte del problema e lancia un monito ai suoi lettori a gettare i semi della rivoluzione sociale. Non solo, propone delle alternative biologiche all’avvelenamento del pianeta, basate sulla conoscenza degli organismi viventi.

Carson si aspettava critiche, ma non si aspettava di essere personalmente diffamata dall’industria chimica, dalla comunità scientifica e dai media. Contro di lei fu montata una campagna di denigrazione molto feroce e trascorse i suoi ultimi anni difendendo coraggiosamente la verità delle sue conclusioni fino alla sua prematura morte nel 1964 per un cancro al seno.

Silent Spring ha ispirato il moderno movimento ambientalista, iniziato sul serio un decennio dopo. È riconosciuto come il testo ambientale che “ha cambiato il mondo”. Mirava ad accendere un movimento attivista democratico che non solo mettesse in discussione la direzione della scienza e della tecnologia, ma richiedesse anche risposte e responsabilità. Dopo 16 anni dalla sua morte, venne assegnata alla Carson la Medaglia Presidenziale della libertà, l’onorificenza civile più alta negli Stati Uniti.

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Fonte: Rachel Carson

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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