Gli scienziati scoprono la piscina sacra di Ba’al a Mozia, una delle più grandi del Mediterraneo

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Si riteneva fosse un porto militare, ma ora uno studio tutto italiano ha dimostrato che un bacino artificiale di 2500 anni fa nei pressi di Mozia, in Sicilia, è una delle più grandi piscine sacre del Mediterraneo. La scoperta è frutto di una collaborazione tra la Sapienza Università di Roma e la Soprintendenza regionale per i beni culturali e ambientali di Trapani

Mozia, nella nostra splendida Sicilia, ospita la piscina sacra di Ba’al, una delle più grandi piscine sacre del Mediterraneo. Lo studio, condotto dalla Sapienza Università di Roma e la Soprintendenza regionale per i beni culturali e ambientali di Trapani, ha dimostrato che il bacino artificiale di 2500 anni fa non è un porto militare, ma qualcosa di molto più bello ed emozionante.

La città insulare di Mozia si trova di fronte alla costa occidentale della Sicilia, tra l’Isola Grande e la terraferma, e nel primo millennio a.C. era un vivace porto fenicio. La piscina fu aggiunta intorno al 550 a.C. quando la città fu ricostruita dopo un attacco di Cartagine, l’antica rivale di Roma.

Il bacino è stato riscoperto negli anni ‘20 del 1900, ma, proprio per la sua storia, gli archeologi dell’epoca avevano concluso si trattasse di un porto artificiale poiché Cartagine era dotata di una struttura simile, chiamata Kothon, con la funzione di porto militare.

Ma è ben altro che con le guerre non ha nulla a che fare.

piscina sacra tempio di ba'al mozia

©Antiquity

Per un secolo si è pensato che il ‘Kothon’ di Mozia fosse un porto, ma nuovi scavi hanno cambiato drasticamente la nostra interpretazione – spiega l’autore della ricerca Lorenzo Nigro – Era una piscina sacra al centro di un enorme complesso religioso

Come spiega la Sapienza, i sospetti sono sorti a seguito di ricerche precedenti che avevano portato alla luce un Tempio di Ba’al sul bordo del Kothon di Mozia, anziché gli edifici portuali previsti. E questo aveva spinto a indagare nuovamente il presunto Kothon a partire dal 2010. Durante i successivi 10 anni Nigro e il gruppo di ricerca hanno drenato e scavato il bacino, più lungo e più largo di una piscina olimpica.

Abbiamo quindi scoperto che non poteva essere utilizzato come porto: non era collegato al mare ma era alimentato da sorgenti naturali – aggiunge lo scienziato – Il team ha anche scoperto altri templi che fiancheggiano il Kothon, insieme a stele, altari, offerte votive e un piedistallo al centro del lago che un tempo conteneva una statua di Ba’al. Nel loro insieme, questi elementi indicano che non era un porto, ma una piscina sacra al centro di uno dei più grandi complessi culturali del Mediterraneo preclassico

piscina sacra tempio di ba'al mozia

©Antiquity

Tra l’altro il sito era allineato con le stelle: il vicino Tempio di Ba’al, in particolare, con il sorgere di Orione al solstizio d’’inverno, mentre stele e altri elementi con altri eventi astronomici. Questo dimostra la profonda conoscenza del cielo raggiunta dalle antiche civiltà.

E che Mozia era davvero un crocevia di culture diverse, secondo gli esperti, purtroppo, la causa dell’inimicizia con la città di Cartagine, contribuendo alla sua caduta.

Il lavoro è stato pubblicato su Antiquity.

Seguici su Telegram | Instagram | Facebook | TikTok | Youtube

Fonti: Sapienza Università di Roma / Antiquity  

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook