Le meravigliose statue di San Casciano ci ricordano che il passato ha sempre qualcosa da insegnarci sul presente

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Il tesoro archeologico riemerso a San Casciano dei Bagni, divenuto il più grande deposito di statue di bronzo dell'Italia antica, ci ricorda che per conoscere il presente dobbiamo volgere lo sguardo al passato, andando alla riscoperta delle nostre radici

Per oltre 2mila anni quelle statue sono rimaste nascoste, protette dal fango e dalle acque termali bollenti. Ma qualche settimana sono tornate alla luce, meravigliando l’Italia intera. Il ritrovamento avvenuto a ottobre a San Casciano dei Bagni (Siena), ma svelato solo un paio di giorni fa, rappresenta una delle più importanti scoperte archeologiche del nostro Paese. Un tesoro inestimabile, su cui stanno già lavorando 6o esperti provenienti da tutto il mondo, che riscriverà la storia.

“È la scoperta più importante dai Bronzi di Riace e certamente uno dei ritrovamenti di bronzi più significativi mai avvenuti nella storia del Mediterraneo antico” ha commentato il Direttore Generale Musei, Massimo Osanna.

Sono 24 in totale le sculture etrusche e romane, conservate in ottimo stato, rinvenute – insieme ad ex voto, altri oggetti e circa 5000 monete in oro, argento e bronzo – nello scavo attivo dal 2019. I meravigliosi bronzi di San Casciano raffigurano divinità, imperatori, fanciulli e matrone e 5 di queste sono alte quasi un metro. Nelle ultime settimane dal fango caldo sono riemerse effigi di Igea e di Apollo, oltre a un bronzo che richiama il celebre Arringatore, scoperto a Perugia.

Per gli archeologi impegnati nello scavo è stata un’emozione unica: hanno portato alla luce delle meraviglie, che hanno così tanto da raccontarci di un’epoca lontanissima. Le immagini, che mostrano le mani degli esperti immerse nel fango per stringere e proteggere quegli antichissimi manufatti, sono straordinarie. Un vero inno di rinascita.

La gran parte di questi capolavori dell’antichità risale al II secolo a.C. e il I secolo d.C, un periodo storico di grandi trasformazioni  e cconflitti nella Toscana antica, nel passaggio tra Etruschi e Romani.

Forse quelle splendide statue, rimaste così a lungo dimenticate, hanno un messaggio per tutti noi: per vivere bene il presente dobbiamo conoscere il nostro passato, ritornare alle nostre radici. La loro riscoperta ha fatto provare a tanti di noi un sentimento che ormai ci concediamo troppo raramente, ovvero lo stupore.

Perché di fronte a tanta bellezza è davvero impossibile non stupirsi, proprio come farebbe un bambino davanti a qualcosa di mai visto prima.

Dove verranno restaurate e conservate le statue

Ma che ne sarà adesso di questo tesoro inestimabile? Le 24 statue rinvenute a San Casciano dei Bagni saranno restaurate a Firenze, all’Opificio delle Pietre Dure.

Orgoglioso e felice di aver appreso che queste statue saranno restaurate proprio a Firenze, all’Opificio delle Pietre Dure – ha fatto sapere il sindaco della città toscana Dario Nardella – Una straordinaria opportunità per la nostra città come fu con i Bronzi di Riace.

Dopo i lavori di restauro, verranno riportate nel luogo del loro ritrovamento. Grazie ai recenti finanziamenti del Ministero della Cultura, a San Casciano dei Bagni, infatti, sorgerà un nuovo museo in cui verrano custoditi i manufatti per essere ammirati da tutti.

Questa scoperta offre a San Casciano un’opportunità che non è solo culturale e turistica, ma è una vera e propria occasione di rinascita – sottolinea Agnese Carletti la sindaca del comune toscano – A San Casciano nasceranno un nuovo museo, che ospiterà le eccezionali statue, e un parco archeologico. Due nuovi luoghi che saranno per il territorio un vero e proprio motore di sviluppo che andrà ad aggiungersi alla già entusiasmante presenza dei giovani archeologi provenienti da tutto il mondo che, grazie a questo scavo, stanno ripopolando il paese ormai per molti mesi all’anno.

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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