Cringe è una delle nuove parole dell’italiano. Parola della Crusca

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La parola viene ormai così tanto che anche l'Accademia della Crusca ha deciso di dire la sua e di inserirla tra le parole nuove dell'italiano

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Cringe, un termine molto usato sui social e tra i giovani. In italiano si traduce con “imbarazzo” anche se non è esattamente la stessa cosa. Il termine è così diffuso che anche l’Accademia della Crusca ha deciso di dire la sua e di inserirlo tra le parole nuove dell’italiano.

Rannicchiarsi, provare imbarazzo, ripiegarsi su se stesso per sfuggire a una situazione riprovevole. Tutto questo è racchiuso nelle 6 lettere che compongono il termine. Ai giovani italiani piace molto e non mancano di usarlo nelle situazioni più disparate, sui social.

Secondo l’Accademia della Crusca esso viene usato sia come aggettivo per indicare qualcosa di “imbarazzante, detto di scene e comportamenti altrui che suscitano imbarazzo e disagio in chi le osserva”, sia come sostantivo (cringiata) atto a indicare “la sensazione stessa di imbarazzo, il fenomeno del suscitare imbarazzo e, in particolare, le scene, le immagini, i comportamenti che causano tale sensazione”.

Ma, viva la fantasia, siamo riusciti anche a crearne dei derivati nostrani, come il superlativo assoluto “cringissimo” e il participio presente “cringiante”.

Spiega la Crusca che tale termine deriva dall’inglese to cringe, nei significati di ‘to draw in or contract one’s muscles involuntarily (as from cold or pain)’ (rannicchiarsi o contrarre i muscoli involontariamente come per il freddo o per il dolore), ‘to recoil in distaste’ (indietreggiare per il disgusto), ‘to shrink in fear or servility’ (rannicchiarsi per paura o per servilismo) e infine ‘to feel embarrassed and ashamed about something’ (provare imbarazzo e vergogna per qualcosa).

In inglese si usa da secoli ma soprattutto dal 2015 in poi viene citati molto sui social dopo la pubblicazione di alcune raccolte video di situazioni imbarazzanti dal titolo “Try not to cringe”. Da allora, sono nate delle vere e proprie challenge tra i ragazzi. Provate a cercare “Try not to cringe” su YouTube, troverete di tutto e di più.

Secondo il portale Slengo, che si occupa di neologismi e gergo in lingua italiana, si tratta di

“un momento, una frase, una scena, un meme o una persona che creano imbarazzo e un leggero disagio e imbarazzo in coloro che guardano o ascoltano”.

Vi lanciamo una sfida. Per cosa lo usereste oggi?

Fonti di riferimento: SlengoAccademia della Crusca

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.

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