41 anni fa moriva Bob Marley, leggenda del reggae che voleva cambiare il mondo con la sua musica

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Sono trascorsi 41 anni dalla morte di Bob Marley, il cantautore, chitarrista e attivista giamaicano che ha scritto la storia del reggae, diffondendo in tutto il mondo vibrazioni positive di pace, amore e umiltà

41 anni fa, l’11 maggio del 1981, ci lasciava il grande Bob Marley, divenuto una leggenda del reggae. Prima di morire per cancro, a soli 36 anni, disse a suo figlio Ziggy che i soldi non possono comprare la vita, e non è un caso visto che spese l’esistenza contro le ingiustizie e l’oppressione politica e razziale. Lo faceva attraverso la sua musica, uno strumento potentissimo e soprattutto pacifico.

Bob Marley: biografia e curiosità

Nato in Giamaica con il nome di Robert Nesta Marley da padre bianco di discendenza inglese e madre giamaicana, abbandonata dal marito mentre era incinta a causa della pressione della famiglia di lui che non accettava la loro relazione mista, a 15 anni, vivendo in povertà, lasciò la scuola per lavorare come saldatore e verso i 17 anni divenne un rasta, ovvero un seguace del rastafarianesimo.

Si tratta di una religione monoteista nata negli anni trenta del ‘900, il cui nome deriva da Ras (capo) e Tafari (terribile), come venne identificato l’imperatore d’Etiopia salito al trono nel 1930, riconosciuto come Gesù Cristo nella sua seconda venuta. Un movimento che predicava la non violenza e la ribellione al mondo bianco occidentale considerato oppressivo.

Fu nel 1961 che uscì il suo primo singolo, Judge Not, che non riscosse molto successo. Così nel 1964 Bob si unì a Bunny Livingston e Peter Tosh per formare la band The Wailers con cui pubblicherà il primo album, Catch a Fire, nel ’73, ottenendo molti più consensi di pubblico. Successivamente la band si sciolse ma lui continuò a suonare sotto il nome di “Bob Marley & the Wailers“.

Pian piano il suo reggae cominciò a essere esportato altrove e occidentalizzato tramite un’impronta rock e fu con il singolo “No Woman, No Cry” del ’75, che Bob Marley si distinse sulla scena internazionale. Seguirono innumerevoli successi finché, nel ’77, si accorse di una ferita all’alluce destro, un melanoma maligno che non volle curare per motivi religiosi.

Nonostante ciò, continuò a suonare e a riscuotere successo ovunque, ma il cancro nel frattempo si stava impossessando del suo corpo. Di ritorno dalla Germania, dovette fermarsi a Miami per essere ricoverato presso il Cedar of Lebanon Hospital, dove morì la mattina dell’11 maggio 1981. Fu in quell’occasione che, prima di morire, disse a Ziggy la famosa frase, “Money can’t buy life”.

Il funerale si svolse in Giamaica e Bob venne sepolto in una cappella eretta vicino alla sua casa natale.

Di seguito il video omaggio dedicato a “Redemption song” che gli è stato dedicato per celebrare i 75 anni dalla sua nascita, nel 2020:

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FONTI: Facebook/Youtube/Forbes

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Laureata in Beni Culturali, redattrice web dal 2008 e illustratrice dal 2018. Appassionata di viaggi, folklore, maschere tradizionali. Si occupa anche di tematiche ambientali, riciclo creativo e fai da te. Con SpiceLapis ha realizzato "Memento Mori, guida illustrata ai cimiteri più bizzarri del mondo". Nel 2018 ha dato vita a Mirabilinto, labirinto di meraviglie illustrate.

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