Piccoli e a forma di animale, ecco come erano i ‘biberon’ dei bambini preistorici

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I bimbi preistorici venivano allattati con i "biberon", di varie forme animali. Degli scienziati hanno trovato dei vasi con beccuccio adatti ai piccoli.

Anche i bimbi preistorici venivano allattati con i “biberon”, che erano piccoli e di varie forme animali. Un team di scienziati guidati dall’Università di Bristol, nel Regno Unito, ha ritrovato dei vasi con beccuccio adatti alle manine dei piccoli con svariate forme animali che potevano essere usati per il loro nutrimento.

Fatti di argilla, gli antichi biberon apparvero per la prima volta in Europa nel Neolitico (intorno al 5.000 a.C.), diventando più comuni durante il bronzo e il ferro. Appaiono diversi, alcuni addirittura con i piedini, e a forma di animali immaginari. Secondo i paleontologi servivano per alimentare i bambini, o eventualmente malati e infermi.

Ma gli autori di questo straordinario lavoro non si sono voluti fermare alle ipotesi e hanno cercato le prove: hanno quindi selezionato tre esempi trovati in tombe infantili molto rare in Baviera, il che suggerisce che appartenessero ai piccoli sfortunati defunti. Erano di limitate dimensioni (circa 5-10 cm di diametro) con un becco estremamente stretto.

A questo punto, tramite un approccio chimico e isotopico combinato per identificare e quantificare i residui di cibo trovati all’interno dei contenitori, gli scienziati hanno dimostrato che questi contenevano latte di ruminanti di bovini, ovini o caprini domestici. In altre parole hanno cercato le tracce chimiche delle sostanze che erano contenute migliaia di anni fa e, incredibile ma vero, le hanno trovate.

biberon preistorici svezzamento

Foto: Katharina Rebay-Salisbury/Phys.org

La presenza nelle tombe dei bambini e gli inconfutabili dati scientifici confermano che le piccole bottiglie erano usate per nutrire i bambini con latte animale al posto di quello umano oppure durante lo svezzamento con alimenti supplementari. Lo studio completa le precedenti scoperte sui piccoli preistorici.

In passato infatti erano state effettuate analisi isotopiche degli scheletri infantili, ma questo poteva fornire solo linee guida approssimative su quando i bambini venivano svezzati, non su ciò che stavano mangiando e bevendo. Questo contributo fornisce quindi informazioni importanti sull’allattamento al seno, sulle pratiche di svezzamento e sulla salute dei neonati e delle loro madri nella preistoria.

Queste piccolissimi e suggestivi ‘biberon’ ci forniscono preziose informazioni su come sono stati nutriti i bambini migliaia di anni faspiega Julie Dunne, autrice principale del lavoro – fornendo un reale collegamento con madri e piccoli del passato”.

E non sono gli unici.

Vasi simili, sebbene rari, compaiono in altre culture preistoriche (come Roma e Grecia antica) in tutto il mondo – continua la Dunne. Vorremmo ora portare avanti uno studio geografico più ampio e indagare se sono serviti allo stesso scopo”.

Ma come spesso accade, anche in questo caso la scoperta non è una pura curiosità (pure importante). Capire infatti come sono stati cresciuti i nostri antenati, e in particolare come sono stati nutriti, apre la porte ad affascinanti indagini sull’evoluzione, dalla quale noi stessi discendiamo.

Il lavoro è stato pubblicato su Nature.

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Roberta De Carolis

Cover: Università di Bristol

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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