Perché Belle è la favola moderna di cui il web aveva bisogno

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La Bella e la Bestia continua ad ispirare gli autori più disparati e ora i personaggi delle celebre fiaba di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont “diventano” avatar ed entrano nel metaverso. Con Belle, il maestro dell’animazione giapponese Mamoru Hosoda la usa dando al web un’immagine positiva, quella di un luogo virtuale che può avere effetti benefici sulla vita reale

Al cinema Belle racconta come il web non è solo fonte di dipendenza per i giovani e possibile luogo pericoloso e di perdizione. Il maestro dell’animazione giapponese Mamoru Hosoda ridona un’immagine positiva a Internet che può avere effetti benefici sulla vita reale. Lo sa bene Suku che con il suo avatar Belle riacquista serenità e fiducia in se stessa.

Suzu è una liceale di 17 anni che vive in campagna con il padre, chiusa in sé stessa dopo aver perso la madre da piccola. E che ad un certo punto della sua vita entra in [U], un mondo virtuale dove diventa Belle, avatar di fama mondiale per la sua voce straordinaria, ove incontra un Drago misterioso (la Bestia) con cui intraprende un viaggio avventuroso alla ricerca della loro vera natura.

In passato mi sono occupato del modo in cui le persone sono diventate più connesse che mai – spiega all’Ansa l’autore Mamoru Hosoda – nonché dell’infinito tema della connettività via Internet, che spero consentirà alle nuove generazioni di cambiare in meglio il mondo in modo positivo e divertente. Ma sono anche molto consapevole dei problemi associati a Internet come gli abusi online, l’esclusione sociale e le fake news

Il web è stato più volte accusato di essere un luogo virtuale non sano soprattutto per i giovani e i giovanissimi, più facilmente influenzabili e quindi suscettibili di dipendenze e incontri pericolosi.

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Ma Hosoda, già candidato al premio Oscar nel 2019 con Mirai, vuole darne un’altra versione: è vero il web può condizionare, e anche molto, la vita reale. Ma può farlo anche in modo positivo.

belle anime avatar e metaverso

©Anime Factory

Perché Suku, timida e introversa, prova a superare quel blocco creandosi un avatar, Belle, nel mondo di U, il più grande spazio internet della storia, con oltre 5 miliardi di iscritti, dove il proprio alter ego viene costruito su dati biometrici.

La ragazza ha ereditato dalla mamma scomparsa prematuramente la passione per la musica e con Belle diventa immediatamente una star con le sue canzoni, una popstar virtuale, con milioni di ammiratori (ma anche haters e trolls) che si interrogano su quale possa essere la sua vera identità.

Tra la paura di essere scoperta e la soddisfazione di essersi realizzata almeno nel mondo virtuale, Suku incontra il Drago (la Bestia), avatar con la testa di lupo, che non si piega alle regole dell’universo virtuale e che, come Suku/Belle, ha subito un trauma. Tra i due nascerà un profondo legame.

La giovanissima non ha fiducia in se stessa nelle vita reale. Ma il suo alter ego online, Belle, è l’esatto opposto e questo ha un effetto nella vita reale: le dà la forza di proteggere le persone “davvero”.

Un’immagine di Internet molto diversa che ridona speranza.

Il film è nelle sale dal 17 marzo.

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Fonti: Anime Factory / Ansa

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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