Il parquet può essere sostenibile? L’alternativa con vernici vegetali, senza colle tossiche e solventi chimici

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Abbiamo deciso di ristrutturare casa, ma quali materiali preferire e quali trattamenti privilegiare per avere un appartamento il più sostenibile possibile? Rinnovare il luogo in cui viviamo obbliga quasi sempre a scelte davvero ardue e a delle vere gimkane tra chi offre il miglior prodotto a prezzi accessibili. Ma il rispetto dell’ambiente lo mettiamo in conto?

La nuova puntata del format green di Matteo Viviani va da Fiemme Tremila, in Trentino, per svelarci cosa dobbiamo sapere per scegliere un parquet sostenibile

Chi di noi abbia a cuore lo stato di salute del nostro Pianeta ed è alle prese con un appartamento da sistemare ex novo (o anche un locale o un ufficio) si trova dinanzi al dilemma dei dilemmi: voglio optare per materiali che abbiano il minor impatto ambientale, ma posso fidarmi delle aziende che si professano eco?

E non solo: tra contatti di più fornitori e centinaia di cose da organizzare, la ristrutturazione di una casa è senza ombra di dubbio un lavoro molto impegnativo, ma se vogliamo che quella ristrutturazione sia a basso impatto ambientale allora dobbiamo necessariamente tenere a mente anche altre regole fondamentali:

  1. farci aiutare nel selezionare materiali di qualità e durevoli, in modo che un futuro proprietario non debba intervenire nuovamente con nuovi e dispendiosi lavori di ristrutturazione
  2. dove possibile, riparare invece che sostituire, in modo da ridurre la produzione di rifiuti
  3. scegliere sostanze atossiche: molti materiali contengono sostanze chimiche come la formaldeide (presente nelle moquette e negli isolanti) o alcuni composti organici volatili (nelle vernici e nei collanti per pavimenti). Ovviamente, è opportuno privilegiare materiali non velenosi e vernici ecologiche
  4. smaltire i rifiuti senza danneggiare l’ambiente e affidarsi a fornitori e cantieri di demolizione seri
  5. conoscere la provenienza di ogni singolo materiale che si utilizza

Su quest’ultimo punto è fondamentale concentrarsi se per esempio abbiamo deciso di rivestire la nostra nuova casa con il parquet. Come dobbiamo muoverci?

A cosa fare attenzione quando si sceglie il parquet

Prima di optare per l’uno o per l’altro fornitore, la domanda che dobbiamo porci se vogliamo essere attenti al nostro impatto ambientale è: ho scelto di mettere il parquet, ma fino a che punto questo tipo di prodotto può essere davvero sostenibile? In che misura posso essere sicuro?

La risposta è una soltanto: affidarsi ad aziende certificate.

Ma a spiegare come fidarci al 100% e cosa dobbiamo realmente apprendere è Matteo Viviani, che insieme a GreenMe nel format video “Andiamo a vedere se è vero”, una serie di episodi realizzati nelle fabbriche e nei laboratori per scoprire le aziende che superano la “prova di ecosostenibilità”, è andato a conoscere proprio una delle ditte produttrici di parquet.

Può un prodotto che viene fatto con il legno, insomma, essere sostenibile? La risposta Matteo Viviani è andata a cercarla lì, nella meravigliosa Val di Fiemme, in Trentino, dove – dal lontano 1993 – la Fiemme Tremila produce parquet in modo sostenibile.

Il presupposto da cui partire è tentare di capire come e in che modo, se il parquet è legno, si possano mai tutelare gli alberi.

Tre sono i punti essenziali:

  • sapere da dove si preleva il legno
  • conoscere il metodo di lavorazione
  • informarsi su come viene posato il parquet

Il taglio e il prelievo

A spiegare come funziona il primo step a Matteo Viviani è Marco, il proprietario di Fiemme Tremila:

Quando l’albero è vecchio, prima di lasciarlo marcire nella foresta, noi lo preleviamo secondo il protocollo FSC. Ma l’autorizzazione al taglio e al prelievo arriva soltanto dalla Forestale.

Attenzione a un particolare: tutti gli alberi della Val di Fiemme appartengono alla Magnifica Comunità di Fiemme, quindi sostanzialmente appartengono a tutti gli abitanti. Inoltre, Fiemme Tremila monitora quanto gli alberi crescono ogni anno e la Forestale acconsente poi a un sistema di prelievo che sia al massimo il 60/70% della crescita.

La lavorazione

Ma cosa si fa una volta tagliati gli alberi? I tronchi finiscono direttamente in segheria. Qui ogni listello viene composto da tre strati, uno sopra l’altro, creando una struttura particolare che garantisce resistenza e qualità di quello a sarà poi il pavimento in parquet.

Tutto grazie anche al trattamento che riceve ogni asse in seguito, in fase di produzione. E qui viene il bello: colle e vernici ne abbiamo? In questo caso no.

Con la finitura si conferisce sia l’aspetto estetico che la protezione che servirà poi perché diventi un pavimento pratico. E usiamo solo ed esclusivamente prodotti di origine vegetale che possono tranquillamente inspirati dalle persone senza protezioni particolari, racconta Marco.

La prova del nove la dà lo stesso Viviani salendo sul tetto della fabbrica dove, in mezzo a centinaia di pannelli solari, spuntano i camini collegati ai condotti di areazione. Da quelli, Matteo non sente alcun odore acre o fastidioso.

Ovvio – precisa Marco. Le nostre assi non vengono nemmeno verniciate ma colorate. Quello che usiamo è una miscela di materie prime di origine vegetale tutte diluite in acqua.

In questo modo, Fiemme Tremila riesce a realizzare parquet utilizzando solo quello che Natura offre.

Stessa cosa per il trattamento successivo alla colorazione, per cui per esempio viene usato aceto di vino, mentre per il famoso olio di protezione vengono usate cose come l’olio di lino o la cera d’api. E al posto del solvente? Si usa il terpene di arancio, afferma orgoglioso Marco, il solvente vegetale che deriva dalla distillazione della buccia degli agrumi dopo l’ultima spremitura.

Anche per ridurre al minimo gli sprechi e sfruttare al meglio gli elementi, qui in Fiemme Tremila si riutilizzano l’acqua di scarto che deriva dalla distillazione con cui si produce il sapone che l’azienda fornisce insieme ai suoi pavimenti, e gli scarti che derivano dalla lavorazione del legno, che diventano combustibile. E si recupera anche tutto quello che rimane dell’albero, come l’olio essenziale di abete rosso che proviene dalla distillazione della parte verde dell’albero.

La posa e l’installazione

Un kilo e mezzo per metro quadrato, se hai 100 metri quadri da ricoprire, avrai in casa un quintale e mezzo di colla.

Un disastro per la salute e per l’ambiente, anche se nel momento in cui quel pavimento si dovrà smantellare, perché creerà rifiuti speciali. Come ovviare? Anche in questo caso Fiemme Tremila ha la soluzione.

Oltre a prevedere un semplice appoggio delle tavole sul piano di posa, senza utilizzo di colle e altri materiali potenzialmente nocivi, gli artigiani di Fiemme Tremila legano ogni plancia alle altre con un meccanismo ad incastro, maschio-femmina. Un pavimento ecologico al 100%.

Sin dall’inizio ho pensato che il valore più importante da preservare sarebbe stata la coerenza. La coerenza non è un valore che puoi comprare oggi per domani. La coerenza è il tuo metodo, la tua filosofia applicata a un numero importante di anni. Nel breve periodo non porta niente, perché oggi tutti ci diciamo eco e a favore dell’ambiente, conclude Matteo, in quei magnifici e odorosi e intensi boschi di abeti rossi che danno linfa alla Val di Fiemme.

La tua azienda ha una storia green da raccontare? Scrivi a vivigreen@greenme.it

Guarda anche gli altri episodi di Andiamo a vedere se è vero

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