Livelli elevati di vitamina D potrebbero ridurre davvero l’infezione da Covid, lo studio

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Un nuovo studio rivela che la vitamina D può ridurre gli effetti del Covid-19: l’assunzione di questa vitamina, infatti, avrebbe effetti positivi sulla riduzione dei markers infiammatori del Coronavirus.

Gli studi hanno suggerito che la vitamina D ha un ruolo importante nel proteggere contro le infezioni respiratorie virali, e che coloro con alti livelli di questa vitamina nel sangue presentano sintomi più leggeri dell’infezione da Covid-19. Ora uno studio pilota condotto presso il Gandhi Hospital di Secunderabad (in Andhra Pdradesh, India) su alcuni pazienti colpiti da Coronavirus dimostra che un aumento dei livelli di vitamina D nel sangue riduce significativamente i markers infiammatori nei pazienti senta comportare controindicazioni.

Lo studio è stato condotto su 130 pazienti con sintomi Covid lievi. I pazienti sono stati divisi in modo casuale in due gruppi – uno di pazienti trattati con vitamina D (VD) e l’altro di pazienti non trattati con vitamina D (NVD) – spiega il dottor Maheshwar Lakkireddy. – Il gruppo VD ha ricevuto un trattamento massiccio con vitamina D (ben 60.000 U di vitamina per 8/10 giorni, a seconda dell’indice di massa corporeo dei pazienti) in aggiunta al trattamento standard. Il gruppo NVD ha ricevuto solo il trattamento standard.

Le osservazioni cliniche sui pazienti appartenenti ai due gruppi hanno rivelato che i livelli di vitamina D sono aumentati di ben quattro volte nel gruppo VD, contemporaneamente a una significativa riduzione di tutti i markers che segnalano l’infiammazione. Tale riduzione è irrisoria nel gruppo NVD, invece. 

(Leggi: La vitamina D protegge dal coronavirus. La conferma in uno studio americano)

La task force dell’Indian Council of Medical Research afferma che gli stessi fattori di rischio attribuiti a bassi livelli di vitamina D nel sangue sono associati anche con un più alto rischio di patologie gravi: ciò potrebbe portare a ipotizzare che scardi livelli di vitamina D possono portare a contrarre forme severe di Coronavirus. Tuttavia, c’è ancora bisogno di ulteriori indagini su pazienti anche in altre parti del mondo.

Sulla correlazione tra vitamina D e Covid19:

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Fonte: Nature

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Ho 25 anni e sono laureata in Lingue Straniere. Sono da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile. Tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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