Gli integratori di vitamina D non migliorano la salute delle ossa, lo studio

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Vitamina D, ancora dubbi, studi e ricerche sull’efficacia degli integratori

A lungo associata a un ridotto rischio di una serie di condizioni, come l’osteoporosi e l’ipertensione, la vitamina D, oltre a mantenere le ossa forti, aiuterebbe anche l’organismo ad assorbire il calcio, motivo per cui molti la usano durante i bui mesi invernali. Ma gli integratori migliorano davvero la densità minerale ossea prevenendo fratture o cadute negli adulti?

Accertato che la vitamina D è importante per lo sviluppo di ossa sane e forti e per prevenire il rachitismo, rimane inteso che tutti i bambini dovrebbero ricevere una dose giornaliera di 8,5 mcg-10 mcg dalla nascita fino a un anno di vita. I bambini di età compresa tra uno e quattro dovrebbero ricevere 10 mcg di integratore di vitamina D e quelli di età superiore dovrebbero prendere in considerazione l’assunzione della stessa dose, in particolare durante l’inverno

Ma quello che pare certo, al di là di estremismi che vedono invece nei supplementi una mera operazione di marketing – è che gli integratori di vitamina D non siano utili a prevenire le fratture o le cadute, né avrebbero un effetto significativo sulla densità minerale ossea.

A sostenerlo è uno studio che ha svolto una revisione su larga scala di studi sui supplementi di vitamina D condotti su adulti. La ricerca, pubblicata su Lancet Diabetes & Endocrinology, ha analizzato i dati di 81 studi randomizzati controllati – che hanno coinvolto più di 53mila persone – che hanno analizzato se l’integratore da banco abbia contribuito a evitare fratture, cadute e abbia migliorato la densità ossea. La maggior parte degli studi ha riguardato donne di età superiore ai 65 anni.

Dalla grande meta-analisi – guidata dagli esperti Mark Bolland e Andrew Gray dell’Università di Auckland in Nuova Zelanda e dal professor Alison Avenell della Aberdeen University – è emerso che non ci sarebbero prove per giustificare l’assunzione di integratori di vitamina D per la salute delle ossa.

Secondo Bolland le cose sono cambiate dal 2014, quando è stata effettuata l’ultima importante revisione delle prove. Negli ultimi quattro anni “sono stati pubblicati oltre 30 studi randomizzati e controllati sulla vitamina D e sulla salute delle ossa, quasi raddoppiando la base di prove disponibili”.

La nostra meta-analisi rileva che la vitamina D non previene le fratture, le cadute o migliora la densità minerale ossea, a dosi elevate o basse”.

È per questo che secondo i ricercatori, il passo successivo sarebbe quello di cambiare le linee guida seguite da medici e operatori sanitari che finora hanno sempre raccomandato l’utilizzo di integratori di vitamina D in caso di osteoporosi. Aggiungendo che “sulla base delle prove esistenti, riteniamo che ci sia poca giustificazione per ulteriori studi sugli integratori di vitamina D che esaminano gli esiti muscolo-scheletrici”.

Di contro, la stessa ricerca conclude anche che gli integratori sono comunque utili nella prevenzione di condizioni rare come il rachitismo e l’osteomalacia in gruppi ad alto rischio, che possono verificarsi dopo una prolungata mancanza di esposizione alla luce solare, con conseguente carenza.

I pro e contro degli integratori di vitamina D sono e saranno sempre dibattuti. Quel che pare certo è che, generalmente, è meglio farne scorta, soprattutto tramite il sole e determinati alimenti. Qui trovate tutti i consigli su come fare scorta di vitamina D in maniera del tutto naturale.

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Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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