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Vitamina D: integratori inefficaci nel trattamento della sindrome del colon irritabile (nonostante chi ne soffra abbia una carenza)

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Una nuova ricerca dimostra come gli integratori di vitamina D non siano in grado di alleviare i sintomi della sindrome del colon irritabile.

Una nuova ricerca dell’Università di Sheffield rivela che l’integrazione di vitamina D non migliora i sintomi dell’intestino irritabile.

Gli scienziati che hanno condotto lo studio hanno notato un’elevata prevalenza di uno stato di scarsa vitamina D nelle persone con la sindrome del colon irritabile, alle quali è stato comunque raccomandato di eseguire test di controllo e di adottare rimedi in modo supportare la salute generale.

Lo studio definitivo è il più grande mai eseguito, e ha fornito prove sull’effetto inefficace della vitamina D sui sintomi del colon irritabile.

Sindrome del colon irritabile: cos’è

La sindrome del colon irritabile detta anche colite è una condizione cronica, e talvolta debilitante, che colpisce oltre il 10% della popolazione.

Si tratta di un disturbo funzionale dell’intestino molto comune, caratterizzato da un’abitudine intestinale disturbata cronicamente recidivante, che provoca sintomi come crampi allo stomaco, gonfiore, diarrea e costipazione. 

Per alcuni, i sintomi vanno e vengono, ma per altri possono influire gravemente sulla qualità della vita, spesso causando imbarazzo e influenzando sia la salute mentale sia il benessere fisico della persona. (Leggi anche: Colite o sindrome del colon irritabile: conosciamola e affrontiamola meglio)

La ricerca

Gli scienziati del Dipartimento di Oncologia e Metabolismo dell’Università – in collaborazione con la società di integratori sanitari BetterYou – hanno condotto prove su diversi partecipanti che soffrivano di condizioni croniche dell’apparato digerente, per valutare se la vitamina D potesse ridurre la gravità dei loro sintomi e migliorare la qualità della loro vita.

I risultati dello studio – pubblicati oggi (30 luglio 2021) sull’European Journal of Nutrition – hanno rilevato che, nonostante un miglioramento dello stato di vitamina D nei partecipanti in risposta a un’integrazione di 12 settimane, non è stata notata alcuna differenza rispetto alla gravità dei sintomi del colon irritabile né un cambiamento nella qualità della vita dei partecipanti.

Lo studio, condotto in collaborazione con lo Sheffield Teaching Hospitals NHS Foundation Trust, ha anche identificato che sebbene gli integratori di vitamina D non alleviano i sintomi, una carenza di vitamina D è diffusa tra chi soffre di colon irritabile; questa carenza vitaminica potrebbe potenzialmente causare un aumento del rischio di soffrire di fratture e osteoporosi a lungo termine. (Leggi anche: Colite: dieta e alimenti consigliati)

Il team di ricerca di Sheffield è stato il primo a suggerire un possibile legame tra le persone con sindrome del colon irritabile e bassi livelli di vitamina D nel 2012, e da allora ha seguito da vicino il problema. Lo studio pubblicato, è la ricerca più grande e definitiva esistente fino ad oggi che mostra chiaramente come l’integrazione di vitamina D non allevia i sintomi gravi nei pazienti che soffrono di colon irritabile.

Fonte: European Journal of Nutrition

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Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha diversi anni di esperienza nella comunicazione digitale. Appassionata di beauty, fitness, benessere e moda sostenibile.
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