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Vitamina D: perché questo particolare gruppo etnico è più a rischio di carenza? Lo studio

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Una ricerca ha evidenziato come un gruppo etnico sia più a rischio di sviluppare una carenza di vitamina D con le conseguenze ad essa connesse

Nuovi risultati dell’Università del Surrey hanno raccomandato alle persone della comunità afro-caraibica di prendere in considerazione l’aumento del consumo di cibi ricchi di vitamina D e l’assunzione di ulteriori integratori, soprattutto con l’avvicinarsi dell’inverno.

La vitamina D viene prodotta quando la pelle entra a contatto con il sole; tuttavia, la si può assorbire anche attraverso l’alimentazione. Questa è essenziale poiché svolge funzioni importanti per il nostro organismo, ad esempio promuove l’assorbimento del calcio, nutriente vitale per la salute delle ossa. I sintomi di una mancanza di vitamina D possono portare a deformità ossee, come il rachitismo nei bambini, e dolore osseo causato da una condizione chiamata osteomalacia negli adulti. (Leggi anche: Vitamina D: tutte le conseguenze di una carenza)

Lo studio 

Lo studio, pubblicato da The European Journal of Clinical Nutrition, ha visto i ricercatori del Surrey condurre una revisione sistematica sulla vitamina D in membri della comunità nera in tutto il mondo. I risultati hanno evidenziato che le persone di origine africana dovrebbero prendere in considerazione l’assunzione di integratori di vitamina D, e consumare cibi ricchi di vitamina D.

Il documento ha scoperto anche che, gli individui di colore che vivono in paesi a bassa latitudine (come i paesi sudamericani e il Sudafrica) hanno sufficienti livelli di vitamina D, mentre coloro che vivono a latitudini più elevate, come nel Regno Unito ad esempio, la carenza e l’insufficienza di vitamina D sono fattori molto comuni. (Leggi anche: Vitamina D: dove si trova, a cosa serve e come farne incetta)

I risultati

Dallo studio si evidenzia la necessità di un’azione clinica, per migliorare e contrastare la carenza di vitamina D nelle comunità afro-caraibica.

Il documento ha evidenziato che nel Regno Unito il servizio sanitario nazionale potrebbe includere strategie per aumentare l’assunzione di vitamina D, nonché l’uso di un’esposizione sicura alla luce solare, a seconda dei casi. Poiché la maggior parte della nostra vitamina D proviene dall’esposizione alla luce solare, per molte persone assumerne abbastanza può risultare difficile.

E’ fondamentale, quindi, seguire una dieta equilibrata che includa alimenti in grado di fornire quote sufficienti di questa vitamina, come uova o cereali; ma anche assumere regolarmente integratori può essere una scelta efficace per incrementarne l’assorbimento.

Questi risultati sono supportati da un secondo documento dell’Università del Surrey pubblicato da The Journal of Nutrition, in cui i ricercatori hanno analizzato come gli integratori di vitamina D e l’esposizione alla luce solare influenzano la salute delle donne brasiliane che vivono sia nel Regno Unito sia in Brasile.

Questo studio, primo nel suo genere, ha esaminato due gruppi della stessa identità etnica e sesso, che vivono in paesi diversi in modo identico e ha esaminato se gli integratori o la luce solare alterino lo stato di vitamina D dei suoi partecipanti. I ricercatori hanno studiato 120 donne brasiliane sane in studi paralleli, randomizzati e controllati con placebo, condotti a diverse latitudini in Brasile e in Inghilterra. I partecipanti sono stati scelti in modo casuale, per ricevere un supplemento giornaliero di vitamina D o un placebo per 12 settimane durante l’inverno.

Si è scoperto che, sebbene il fabbisogno dietetico di vitamina D possa variare considerevolmente tra i partecipanti in ciascun paese, una dose moderata di integrazione è efficace per aumentare e mantenere livelli adeguati di vitamina D durante i mesi invernali. In più, i partecipanti con livelli iniziali di vitamina D più bassi hanno avuto gli aumenti più significativi in ​​risposta agli integratori.

La ricerca ha evidenziato che l’effetto degli integratori di vitamina D non dipende dalla latitudine, perché le persone potrebbero trarre beneficio dall’aumento del consumo di alimenti che contengono naturalmente vitamina D o addirittura prendendo un integratore aggiuntivo, indipendentemente da dove vivono.

In conclusione, si può affermare che l’insufficienza di vitamina D è particolarmente importante in quanto è collegata ad alti tassi di mortalità. La ricerca emergente supporta il possibile ruolo della vitamina D per prevenire malattie e patologie importanti come cancro, malattie cardiache, fratture e cadute, malattie autoimmuni, influenza, diabete di tipo 2 e depressione.

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Fonte: EJCN

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Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha diversi anni di esperienza nella comunicazione digitale. Appassionata di beauty, fitness, benessere e moda sostenibile.
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