Spirulina e integratori alle alghe: contengono troppi metalli pesanti

alga spirulina

Spirulina e clorella sono spesso raccomandate sotto forma di integratori per fare il pieno di proteine e minerali e per disintossicare l’organismo. Purtroppo però le loro proprietà non sono ancora state del tutto validate scientificamente e, peggio ancora, gli integratori a base di queste microalghe risultano molte volte positivi ai test sui metalli pesanti.

I benefici degli integratori a base di clorella e spirulina

Clorella e spirulina sono microalghe e cianobatteri particolarmente ricchi di proteine, vitamine, minerali e oligoelementi.
La spirulina, ad esempio, contiene circa il 60% di proteine, tre volte più della carne e proprio grazie a questa sua caratteristica fu descritta negli anni ‘70 come “il miglior cibo del futuro”.

I produttori di integratori hanno iniziato da allora a immettere sul mercato prodotti naturali a base di alghe, microalghe e cianobatteri, decantandone valori nutrizionali, proprietà tonificanti e altre azioni benefiche per la salute.

Ad oggi però la ricerca scientifica ha validato solo parzialmente gli effetti positivi degli integratori a base di clorella e spirulina.

Molti studi sono infatti stati effettuati sugli animali per valutare l’azione antiossidante e immunostimolante, dimostrando l’efficacia degli integratori, ma i risultati non sono stati poi convalidati da studi sull’uomo.
In altri casi, gli studi ne hanno confermato l’efficacia, ma sono ritenuti poco affidabili poiché eseguiti su un numero insufficiente di pazienti.

Altre ricerche hanno testato sui ratti e sull’uomo le presunte proprietà detossificanti degli integratori a base di clorella e spirulina, smentendole. Ad oggi infatti, nessuna organizzazione sanitaria raccomanda trattamenti con microalghe o cianobatteri in caso di avvelenamento da metalli pesanti.

Metalli pesanti negli integratori a base di clorella e spirulina

Microalghe e ciabnobatteri come la clorella e la spirulina sono in grado di assorbire molto facilmente i metalli presenti nel luogo in cui crescono, sia dall’acqua sia sal suolo.
Gli integratori prodotti con queste microalghe pertanto contengono residui di metalli pesanti tra cui il piombo, l’arsenico e il mercurio.

I metalli pesanti presentano tossicità acuta e cronica e possono provocare numerose patologie, come l’insufficienza renale o il cancro.

Le quantità di metalli pesanti riscontrabili negli integratori a base di alghe, microalghe o cianobatteri, dipendono dal livello di inquinamento nel luogo di produzione e possono essere molto elevate.

In base ai metodi di produzione, le alghe e di conseguenza gli integratori da esse ricavati possono essere anche contaminate da batteri o tossine.

Secondo quanto riportato dalla rivista 60millions de Consommateurs, che nell’ultimo numero ha passato al setaccio il mondo degli integratori alimentari, la National Food Safety Agency (ANSES) francese ha deciso di sconsigliare l’uso di spirulina a soggetti con fenilchetonuria, a soggetti predisposti ad allergie o con problemi muscolari ed epatici.

La decisione è stata presa nel 2017, in seguito a 49 segnalazioni di effetti avversi quali allergie, nausea, edema, insufficienza renale, dolore muscolare, registrati dopo aver assunto integratori a base di spirulina.

A fronte di queste informazioni, il consiglio per chi volesse comunque ricorrere all’assunzione di integratori contenenti alghe, microalghe e cianobatteri è quello di rivolgersi a circuiti controllati per i propri acquisti, evitando di rifornirsi online.

Gli integratori a basso costo venduti su Internet potrebbero infatti contenere alghe provenienti da luoghi del mondo particolarmente inquinati, come l’India. Meglio dunque rivolgersi alle erboristerie e scegliere prodotti biologici.

Leggi anche:

Tatiana Maselli

Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario Saponi e cosmetici fai da te, "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
Caffé Vergnano

Women in coffee, il progetto che sostiene il ruolo delle donne che lavorano nelle piantagioni di caffè

Coop

Fuori la plastica dai sacchetti del pane!

tuvali
seguici su Facebook