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Assumere integratori di calcio probabilmente non è il modo migliore per ottenere benefici per le ossa

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Ce l’hanno ripetuto sin da bambini: il calcio aiuta a mantenere le nostre ossa sane e forti e così ci hanno fatto bere litri litri di latte. Ma davvero il latte è l’unico alimento fonte di calcio? E, soprattutto, se volessimo prendere degli integratori, quali sono gli aspetti da prendere in considerazione?

Oltre alle ossa, anche il cuore, i muscoli, gli ormoni e i nervi hanno bisogno di calcio per funzionare correttamente. Mentre, comunemente, l’apporto di calcio veniva associato all’assunzione di latte e latticini, al giorno d’oggi si sta assistendo ad un’inversione di tendenza da parte di coloro che sostengono che, anzi, il calcio proveniente da latte e latticini non è facilmente assorbibile da parte del nostro organismo e che la digestione di tali alimenti richiede a propria volta una sottrazione di calcio e di altri minerali alcalini dalle ossa, a causa di una eccessiva acidificazione dell’organismo da loro provocata.

Allora meglio ricorrere agli integratori? Non esattamente, perché c’è tutta una serie di aspetti che vanno poi messi sul piatto della bilancia. Esistono, d’altra parte, diversi alimenti di origine vegetale ricchi di calcio. Secondo la Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, l’apporto quotidiano di calcio per individui adulti dai 19 ai 50 anni è solitamente stimato attorno ai 1000 mg al giorno, che diventano 1200 mg dai 51 anni in poi.

Dovresti ricorrere a integratori?

Dipende: secondo la Mayo Clinic, l’integrazione è più indicata per le persone trattate osteoporosi o che sono ad alto rischio di carenza di calcio, comprese le donne in postmenopausa e le persone che evitano i latticini. Ma se non si rientra in una di queste categorie o se si sta già  assumendo una buona quantità di calcio attraverso la dieta, le compresse di calcio potrebbe non essere l’opzione più sicura.

Potrebbe sembrare che gli integratori di calcio siano un modo semplice per assicurarci di assumere abbastanza nutrienti benefici per le ossa, insomma, ma non sono una panacea. 

Perché? Quando si tratta di calcio, “assumerne di più” non significa necessariamente stare meglio. Secondo i National Institutes of Health Office of Dietary Supplements  (ODS), il tasso di assorbimento del calcio diminuisce drasticamente quando se ne consuma più del necessario. Cosa succede a tutto il calcio in più?

La ricerca mostra che si accumula nei tessuti del corpo (nota anche come calcificazione dei tessuti molli), il che può creare una miriade di problemi di salute tra cui:

Ecco perché, oltre alle raccomandazioni sull’assunzione giornaliera, il calcio ha anche limiti massimi. Secondo l’ODS, gli adulti di età compresa tra 19 e 50 anni non dovrebbero superare i 2.500 milligrammi al giorno e gli anziani dovrebbero limitare il consumo a 2mila milligrammi.

Inoltre, un rapporto del 2016 pubblicato sul Journal of American Heart Association suggerisce un legame tra integratori di calcio e un aumento del rischio di accumulo di calcio nelle arterie coronarie. Relazione che non esisterebbe, secondo la ricerca, quando il calcio viene consumato solo attraverso il cibo.

Altri studi hanno collegato gli integratori di calcio a un aumento del rischio di polipi del colon. Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per comprendere appieno i rischi associati agli integratori di calcio, è importante parlare con il medico per verificare se avete effettivamente bisogno di una spinta supplementare.

10 fonti vegetali di calcio

E se volessimo integrare il calcio semplicemente a tavola? Ecco una serie di 10 valide alternative:

Ricordatevi che, in ogni caso, per mantenere le ossa in salute è necessario un seppur minimo movimento fisico: anche una leggera attività fisica, infatti, sono un toccasana per tutto il corpo e riduce il rischio di fratture.

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Fonti: Mayo Clinic / National Institutes of Health Office of Dietary Supplements / Journal of American Heart Association

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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