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Integratori aloe, facciamo chiarezza sul divieto: nessun pericolo per i prodotti con la polpa

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Con il nuovo Regolamento n. 2021/468, che ha disposto il divieto di utilizzo dei derivati dell’idrossiantracene negli alimenti e negli integratori alimentari, non vengono banditi tutti i prodotti a base di aloe. Facciamo il punto

La notizia dei prodotti a base di Aloe “banditi” dall’Ue ha generato un po’ di confusione: dal primo momento non è stato chiaro di cosa si parlasse e cosa si intendesse con “integratori di aloe” e in molti hanno creduto si parlasse di aloe in generale. Ma non è così: il problema non è l’Aloe ma l’idrossiantracene, dal potere lassativo, una parte delle sue foglie. Ci sei deve preoccupare dei prodotti che contengono la polpa? No.

La Commissione Europea aveva richiesto lo stop (tra gli altri) dei derivati proprio dell’idrossiantracene, naturalmente presenti nell’Aloe Vera e in altre piante, accusati di essere cancerogeni per gli esseri umani.

Leggi anche: Integratori all’aloe, attenzione! Non sono stati affatto tutti vietati

La sua preziosa polpa interna, gel sine cute naturalmente priva di idrossiantraceni, continuerà a essere utilizzata per produrre integratori e supportare il benessere delle persone, per la sua azione emolliente e lenitiva del sistema digerente, funzioni depurative dell’organismo e per il benessere della gola. L’attenta lavorazione della foglia, da parte delle aziende produttrici di integratori, infatti, assicura l’estrazione della polpa dell’Aloe eliminando il rischio di presenza di idorssiantraceni.

Il divieto di commercializzazione è entrato in vigore l’8 aprile scorso, a seguito di una decisione presa in via precauzionale e dopo un iter di ricerche di quasi un decennio, impedisce l’impiego e il consumo di specie botaniche che contengono derivati dell’idrossiantracene, molecole di origine naturale che si trovano in alcune piante presenti sul mercato europeo utilizzate nella preparazione di integratori alimentari come coadiuvanti del buon funzionamento intestinale (in particolare, la Commissione Europea fa riferimento alle sostanze naturali aloe-emodina, emodina, aloina A, aloina B, alla sostanza sintetica dantrone ed a tutte le preparazioni che le contengono).

Ma in pratica cosa è stato vietato?

Al fine di chiarire l’impatto effettivo di questa norma, è necessario specificare che le molecole degli idrossiantraceni, definite non sicure da parte dell’EFSA, Autorità europea per la sicurezza alimentare, sono contenute solamente in una specifica parte della pianta, nelle parti più esterne della foglia“, fanno sapere da Federsalus.

Ciò vuol dire semplicemente che non è quindi bandita l’intera pianta dell’Aloe.

La sua  polpa interna, naturalmente priva di idrossiantraceni, potrà ancora essere utilizzata per produrre integratori, per la sua azione emolliente e lenitiva del sistema digerente, funzioni depurative dell’organismo e per il benessere della gola. L’attenta lavorazione della foglia, da parte delle aziende produttrici di integratori, infatti, assicura l’estrazione della polpa dell’Aloe eliminando il rischio di presenza di idorssiantraceni.

Fonte: Federsalus

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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