Sta per apparire una mini-luna visibile a occhio nudo. Asteroide o spazzatura spaziale?

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Di luna ce n’è una sola, almeno per la Terra. O forse no. Il nostro pianeta attira talvolta altri piccoli corpi celesti che finiscono per orbitare attorno a noi per brevi periodi. E accadrà anche tra pochi giorni, quando ad accompagnarci nel nostro cammino celeste sarà uno strano oggetto chiamato 2020 SO, la cui natura è ancora da accertare.

Da miliardi di anni la nostra Luna ci segue attorno al sole ma a quanto pare non è la nostra unica compagna. Di tanto in tanto, un oggetto più piccolo viene temporaneamente catturato nell’orbita terrestre, rimanendo “sospeso” per un breve periodo di tempo – alcuni mesi o anni – prima di essere scagliato nello spazio. Si tratta delle cosiddette “minilune”, piccoli asteroidi che si avvicinano al punto da rimanere in orbita senza venire distrutti però dalla nostra atmosfera. Era accaduto tra il 2006 e il 2007 con 2006 RH120 e tra il 2018 e il 2020 con 2020 CD3.

Ora gli astronomi hanno individuato un nuovo oggetto, chiamato 2020 SO, su una traiettoria che probabilmente lo vedrà temporaneamente catturato dalla gravità terrestre. Le proiezioni prevedono esso arriverà nel corso di questo mese e rimarrà con noi fino a maggio 2021. Come si nota dalla simulazione che segue, pubblicata su Twitter, la sua traiettoria suggerisce che entrerà e uscirà attraverso due dei punti di Lagrange della Terra, ossia quelli gravitazionalmente stabili creati dall’interazione gravitazionale della Terra con il Sole.

Spazzatura spaziale?

Fin qui nulla di strano. Era già accaduto e probabilmente in futuro succederà di nuovo ma c’è un aspetto che inquieta gli scienziati. L’orbita dell’oggetto è fin troppo simile a quella della Terra. Inoltre, l’oggetto si muove a una velocità davvero bassa. Ciò ha lasciato ipotizzare che non sia un asteroidi ma spazzatura spaziale, resti di satelliti inviati dall’uomo in orbita.

2020 SO è stato classificato come un asteroide Apollo nel JPL Small-Body Database , una classe di asteroidi i cui percorsi attraversano l’orbita terrestre. Questa classe di asteroidi ha spesso incontri vicini alla Terra. Ma ci sono alcuni indizi in forza dei quali 2020 SO non sarebbe come gli altri.

In altre parole, l’oggetto si trova sullo stesso percorso orbitale terrestre e la sua velocità è molto più bassa rispetto a un asteroide Apollo.

“Quello che vedo è che si sta muovendo troppo lentamente, il che riflette la sua velocità iniziale” ha detto a ScienceAlert l’archeologa spaziale Alice Gorman della Flinders University in Australia.

Anche gli oggetti che provengono dalla Luna hanno una velocità inferiore rispetto agli asteroidi; ma, ha osservato Gorman, 2020 SO è ancora più lento delle rocce lunari.

Tutto ciò indica che l’oggetto è potenzialmente spazzatura spaziale; in particolare, secondo Paul Chodas del JPL , lo stadio Centaur di un razzo che lanciò un carico utile sperimentale chiamato Surveyor 2 sulla Luna nel settembre 1966. Inoltre, la dimensione stimata di SO 2020 corrisponde a uno stadio di Centaur, lungo 12,68 metri. Secondo il database CNEOS della NASA , l’oggetto è lungo tra 6,4 e 14 metri quindi le misure sono compatibili.

I razzi riutilizzabili sono solo un’invenzione recente, perché il recupero è incredibilmente difficile. La soluzione utilizzata per decenni è stata il lancio di razzi multistadio progettati per andare in pezzi nello spazio alla fine della loro missione. Queste parti scartate hanno dato luogo a grandi quantità di rifiuti spaziali.

Gli asteroidi vengono rilevati nel cielo come oggetti luminosi in movimento: un punto nell’oscurità. Da ciò, possiamo dedurre velocità e orbita e fare una stima delle dimensioni, ma è impossibile determinare la forma o la composizione senza osservazioni più dettagliate. Per questo, almeno fino a quando non si avvicinerà, non conosceremo la natura di 2020 SO.

Quest’ultimo dovrebbe raggiungere una distanza ridotta dalla Terra in due momenti: il 1° dicembre 2020 quando volerà a soli 50mila km e intorno al 2 febbraio 2021 quando si troverà a 220mila km.

In nessuno dei due casi si avvicinerà all’atmosfera terrestre per cui l’oggetto non rappresenta assolutamente alcun pericolo. Ma quelle distanze, in particolare a basse velocità, potrebbero essere sufficienti per studiarlo più da vicino e accertare cosa sia  2020 SO.

Se sia un pezzo di Centaurus del 1966, significherebbe che ha resistito nello spazio per 54 anni. Una prospettiva più inquietante di qualunque innocuo asteroide.

Fonti di riferimento: Sciencealert

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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