©paulfleet/123rf

Queste incredibili scienziate hanno scoperto un meccanismo “insolito” di generazione delle tempeste solari

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

La tempesta solare avvenuta durante la Giornata internazionale della donna 2019 non ha più segreti: un team tutto al femminile ne ha scoperto i segreti, dimostrando come sia stata una doppia struttura del Sole a eruttare in quel caso, risultando poi in un insieme incredibile di eventi sulla Terra.

Le ricercatrici, 10 incredibili scienziate provenienti dall’Osservatorio di Hvar (Croazia), dall’Università di Graz (Austria) e di Skoltech (Russia) insieme ad altre colleghe di Stati Uniti, Belgio e Cina sono riuscite a descrivere il particolare evento del 2019 e a dimostrare il meccanismo che ha generato tutto un insieme di fenomeni osservati sul nostro Pianeta, contribuendo a previsioni accurate di eventi meteorologici spaziali simili.

L’8 marzo 2019, ovvero la Giornata internazionale della donna di quell’anno, ad eruttare è stata una doppia struttura del Sole, che poi però si è “fusa” in un unico sistema che ha accelerato verso la Terra. Un evento di per sé raro che per la prima volta è stato scientificamente descritto.

Le tempeste solari sono le eruzioni più violente del Sistema Solare, espulsioni di massa coronale che accelerano le particelle cariche nell’atmosfera solare a velocità molto elevate e possono essere chiaramente avvertite sul nostro

Tecnicamente la materia espulsa è plasma magnetizzato che viaggia attraverso lo spazio interplanetario e può creare rischi per gli astronauti e indurre correnti che disturbano i sistemi tecnologici spaziali e terrestri. Ma anche splendide aurore boreali e australi.

Leggi anche: Come nascono le aurore boreali? Svelato finalmente il segreto della loro origine

Sarebbe veramente molto importante poter prevedere questi eventi che possono essere anche molto pericolosi. A questo proposito, secondo Sangeetha Abdu Jyothi, ricercatore presso l’Università della California, uno “tsunami solare” potrebbe colpire il nostro Pianeta entro 10 anni, provocando il black-out delle comunicazioni web.

Leggi anche: Uno tsunami solare potrebbe distruggere Internet entro un decennio. Lo studio

Lo studio descrive lo scenario che potrebbe verificarsi analizzando eventi del passato e la situazione attuale dell’infrastruttura Interne, ma non è un’indagine scientifica sul meccanismo delle eruzioni né tanto meno una proposta per la previsione dei prossimi eventi.  

Per poter tracciare una simile via, i ricercatori devono comprendere infatti proprio la loro fisica sottostante, nonché la natura e gli effetti sulla Terra dei fenomeni associati. Ed è quello che è riuscito a fare questo incredibile team al femminile.

Combinando infatti osservazioni remote e in situ, il lavoro presenta un’analisi completa dell’evento eruttivo registrato l’8 marzo 2019, dimostrando la fisica alla base delle tempeste solari.

tempesta solare giornata internazionale donna 2019

©Skolkovo Institute of Science and Technology

Le scienziate riferiscono inoltre una pletora di fenomeni associati: un brillamento solare a doppio picco, due espulsioni ad anello che si evolvono in un’espulsione di massa coronale diretta dalla Terra, due onde UV estreme in stretta successione e oscuramenti coronali a due stadi che si sono evoluti co-temporalmente con un brillamento e le raffiche radio di tipo II e III.

Questa tempesta solare è sembrata particolare fin dal primo momento – spiega Mateja Dumbović, autrice principale del lavoro – Manifestava molti fenomeni di accompagnamento che potevano essere osservati al Sole, qualcosa che è normale per le tempeste solari molto forti. L’unico problema era che la tempesta non era affatto forte!

Quindi, doveva esserci un meccanismo particolare dietro.

Abbiamo dimostrato che l’8 marzo 2019, il Sole ha prodotto due eruzioni successive di due sistemi di campi magnetici distinti che si sono fusi già nell’atmosfera solare superiore e si sono ulteriormente evoluti come un’unica entità – riferisce Astrid Veronig, altra coautrice – Abbiamo anche dimostrato che il campo magnetico su larga scala influenza significativamente sia l’evoluzione iniziale che quella interplanetaria della struttura. Durante la prima eruzione la stabilità del campo sovrastante è stata interrotta, il che ha permesso la seconda eruzione.

Il lavoro, che potrebbe avere implicazioni enormi sulla previsione di prossimi eventi, è stato pubblicato su Astronomy & Astrophysics.

Fonti di riferimento: Skolkovo Institute of Science and Technology (Skoltech) / Skolkovo Institute of Science and Technology/Youtube / Astronomy & Astrophysics

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
Schär

Pasta madre senza glutine: tutto quello che devi sapere

Ènostra

“Libertà è autoproduzione”: con ènostra l’energia è rinnovabile, etica e sostenibile

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook