Ecco le prime stelle cadenti dell’estate, arrivano le Bootidi

Giugno ci lascia con una bella pioggia di stelle cadenti. La notte tra il 27 e il 28 arrivano le Bootidi di giugno, uno sciame che dopo decenni di inattività, nel 1998 ha dato grandi segni di ripresa regalando picchi di 100 meteore ogni ora.

Non saranno le Perseidi di agosto, meglio note come le stelle cadenti di San Lorenzo, ma le Bootidi promettono di regalare spettacolo. Quest’anno le condizioni per osservarle sono particolarmente favorevoli vista anche l’assenza del disturbo lunare.

Il nostro satellite naturale infatti sarà visibile solo per il 26% visto che il 2 luglio raggiungerà la fase di novilunio. In altre parole, la sua luce non offuscherà il cielo rendendo ben visibili i corpi celesti e anche le meteore.

Le Bootidi di giugno sono dovute al passaggio della cometa Pons-Winnecke. Essa ha raggiunto la distanza minima dalla Terra, pari a 6 milioni di km, il 26 giugno 1927 dando origine allo sciame meteorico. I suoi frammenti, in questo periodo dell’anno, incontrano la nostra atmosfera regalandoci per 24 ore delle splendide scie luminose.

Come osservare le Bootidi di giugno

La notte migliore per ammirarle è quella tra il 27 e il 28 giugno. Esse devono il loro nome alla costellazione in cui si trova il radiante, il punto da cui sembrano avere origine. In questo caso è la costellazione del Boote che già dalle 21 del 27 giugno sarà ben alta nel cielo, dove rimarrà per tutta la notte, tramontando a NordOvest poco dopo le 4 del 28.

La mappa che segue mostra il cielo del 27 giugno alle ore 22 circa, quando la costellazione del Boote e le meteore si troveranno al di sopra dell’orizzonte sud. Per individuarle a farci da guida sarà anche la stella Arturo, la più luminosa della costellazione del Boote ma anche la quarta stella più brillante del cielo notturno dopo Sirio, Canopo e α Centauri.

bootidi di giugno

Preparate i desideri!

Francesca Mancuso

 

Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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