Oggi 30 giugno vivremo un secondo in più: ecco perché

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Oggi vivremo un secondo in più. Il 30 giugno infatti recupereremo quell’attimo perduto tra la rotazione della Terra e gli orologi atomici di tutto il mondo.

Per questo alle 23.59.59 di oggi scatterà il secondo n° 60. Praticamente non ce ne accorgeremo neanche ma si tratta di un intervento necessario, stabilito dall’International Earth Rotation and Reference Systems Service (IERS).

Statisticamente questi aggiustamenti vengono effettuati circa ogni 18 mesi e servono a riallineare il tempo dettato dalla rotazione terrestre con quello dei precisissimi orologi che tentano di “inseguirlo”.

Ma perché abbiamo bisogno di inserire periodicamente un secondo intercalare? Sappiamo che la nostra Terra impiega 356,25 giorni a compiere un’orbita completa attorno al Sole. Ciò ha portato all’introduzione dell’anno bisestile, aggiungendo un giorno in più a febbraio ogni quattro anni.

Semplificando, è un po’ quello che accadrà domani con i secondi. Il giorno terrestre ha una lunghezza variabile che dipende dall’attrazione che corpi celesti come la Luna, il Sole e i pianeti esercitano su di noi, rallentando la nostra rotazione. Senza contare che il nostro pianeta non ha una crosta terrestre stabile: i continenti si muovono, le calotte di ghiaccio cambiano così come i ghiacciai, modificando il livello del mare.

E perché proprio a giugno? Si tratta di una scelta convenzionale ma viene tipicamente limitata all’ultimo giorno di dicembre o di giugno.

Secondo la Nasa, dal 1820 a oggi il giorno si è allungato di 2,5 millisecondi. Un’inezia per noi ma una cifra che seppure piccola ha effetto sui sofisticati sistemi tecnologici moderni, dalla navigazione all’astronomia, dai satelliti a internet.

Da qui la necessità di aggiungere periodicamente un altro secondo, basandosi sui dati della Iers di Parigi. Quest’ultima usa 200 orologi atomici in 50 laboratori nazionali per tenere sotto controllo la rotazione della Terra.

Quando le misure astronomiche indicano che questi orologi e la Terra non sono “all’unisono” viene introdotta la correzione, come spiega la Nasa in questo video:

Dal 1 ° gennaio 1972 sono stati 26 i secondi intercalari aggiunti, l’ultimo il 30 giugno 2012.

Domani ci concederemo l’equivalente di un respiro in più.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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