#Scienzasulbalcone: come partecipare all’esperimento del CNR contro l’inquinamento luminoso

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

In questi giorni ci siamo spesso affacciati ai balconi per cantare e, perché no, esorcizzare la paura. Durante uno di questi flash mob, ci è stato chiesto di illuminare le città con lo smartphone per essere fotografati dai satelliti. Impresa impossibile visto che la luminosità di un piccolo flash non può essere avvistata da una distanza così grande. Ma l’iniziativa ha solleticato le menti dei ricercatori del CNR, che hanno ideato un nuovo flash mob, per studiare l’inquinamento luminoso delle nostre città e trasformarci in scienziati per un giorno.

E’ nato così #scienzasulbalcone, un progetto di scienza partecipata ideato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche. Ideato da Alessandro Farini, ricercatore dell’Istituto nazionale di ottica (CNR-INO) e Luca Perri, astrofisico e divulgatore scientifico, il progetto ci coinvolge direttamente e ci porta ancora una volta in balcone, ma questa volta con uno scopo che va oltre il semplice svago:

“Perché non dare nuovamente appuntamento a tutti gli italiani alla finestra o sul balcone di casa per misurare con lo smartphone la luce presente nel cielo notturno?” si legge nel comunicato ufficiale.

La citizen science per studiare l’inquinamento luminoso

Proprio così. Come spiega il Cnr, le nostre città fanno i conti con una eccessiva illuminazione artificiale notturna, l’inquinamento luminoso, che non solo compromette la nostra visione del cielo ma secondo gli scienziati è anche un problema ambientale, economico, di sicurezza e salute pubblica.

“Oggi la maggior parte della popolazione si ritrova a vivere sotto cieli che mostrano una componente di luce artificiale che supera quella naturale anche di centinaia di volte. All’origine del fenomeno vi è il flusso luminoso, prodotto da attività antropiche, rivolto direttamente o indirettamente verso la volta celeste. Questo flusso è comunemente identificato come “inquinamento luminoso”. L’aumento della luminosità del cielo notturno è importante per il suo impatto ambientale in quanto provoca effetti negativi sulla biosfera, sulla vita dell’uomo ed influisce su aspetti culturali”.

Da qui l’idea di coinvolgere i cittadini a prendere parte all’esperimento, che permetterà una vasta raccolta di dati altrimenti irrealizzabile.

Come e quando partecipare a #scienzasulbalcone

Per partecipare occorre scaricare e installare l’app dedicata, per iOS e Android, affacciarsi alla finestra o uscire sul balcone alle ore 21, puntare lo schermo del cellulare verso la fonte luminosa più intensa che abbiamo vicino e avviare l’applicazione. Quest’ultima è in grado di misurare la luce ambientale.

A quel punto dobbiamo solo prendere nota delle misure effettuate e registrarle sul form presente in questa pagina. I dati inseriti rimarranno anonimi. A disposizione sul sito ci sarà una mappa che si popolerà con le misurazioni che verranno fatte.

Il primo appuntamento è stato ieri 23 marzo alle 21, ma è ancora possibile prendere parte ai due nuovi flash mob:

  • martedì 24 marzo, ore 21.00
  • mercoledì 25 marzo, ore 21.00

Qui il video della diretta andata in onda il 23 marzo alle 19:

Con le rilevazioni delle tre sere, sarà possibile mappare la situazione dell’inquinamento luminoso in tutta Italia e contribuire a produrre una pubblicazione sull’argomento.

Non solo canzoni e striscioni. Per un giorno possiamo contribuire alla ricerca scientifica usando solo il nostro smartphone.

Fonte di riferimento: Cnr, Arpav

LEGGI anche:

Dopo la musica, oggi gli applausi: a mezzogiorno tutti sul balcone per ringraziare medici e infermieri

Coronavirus: dalla Tammurriata a John Lennon, con il lockdown tornano a suonare i balconi

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Orto d’Autore

Come scegliere una marmellata buona e di qualità

Miomojo

Le borse vegan tutte italiane realizzate con “pelle di cactus” e scarti delle mele

Misura

In arrivo più di 13mila nuovi alberi in Italia, dai calanchi di Matera all’agricoltura urbana di Milano

Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook