La NASA preleverà un campione dall’asteroide Bennu per rivelare i segreti del sistema solare

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Presto potremmo scoprire diversi segreti del Sistema Solare e del nostro Pianeta. Il 20 ottobre, infatti, la sonda OSIRIS-REx raggiungerà l’asteroide Bennu a circa 334 milioni di chilometri dalla Terra e ne toccherà la superficie per pochi secondi, sufficienti a raccogliere un campione di ciottoli e polvere.

Il materiale prelevato dalla sonda della NASA sarà poi rispedito verso la Terra e, in caso di successo, sarà esaminato da un team di scienziati.

OSIRIS-REx è stato lanciato nel 2016 ed effettuerà la prima missione di campionamento di asteroidi della NASA. Scavare un campione direttamente da un asteroide potrebbe offrire risposte nuove sulle rocce incontaminate del Sistema Solare, che si sono formate più di 4,5 miliardi di anni fa.

Ogni asteroide ha una sua storia da raccontare su come è nato e su come si è evoluto nel tempo. Bennu si è formato in un periodo compreso tra i 100 milioni e il miliardo di anni fa, quando si staccò da un corpo più grande durante una collisione cosmica ed è particolarmente attraente perché potrebbe contenere materiale ricco di composti organici che si trovano in tutto il Sistema Solare, inclusa la Terra.

L’operazione però non è affatto semplice e non è scontato che il prelievo riesca al primo tentativo. Dal 2018 la sonda orbita intorno a Bennu e ha consentito di mapparne la superficie rivelando la presenza di grandi massi che potrebbero far fallire la missione.

La navicella dovrà sorvolare indenne un grande masso torreggiante soprannominato Mount Doom, quindi atterrare brevemente su una superficie grande quanto qualche posto auto, un cratere largo 16 metri che offre una superficie relativamente liscia.

Una volta giunta sul luogo, allungherà il suo braccio lungo poco più di tre metri e soffierà una nuvola di azoto per sollevare piccoli detriti da raccogliere. In pochi secondi – 10 o 15 al massimo – la sonda dovrà riuscire a prelevare almeno 60 grammi di materiale.

Missione Nasa

©Nasa

Se tutto andrà come previsto, il campione sarà incredibilmente utile e la sonda offrirà anche informazioni importanti per prevenire collisioni degli asteroidi con il nostro Pianeta.

Bennu infatti orbita pericolosamente vicino alla Terra ed esaminandolo da vicino si potrebbe conoscere la consistenza delle sue rocce e valutare metodi per deviarne il percorso.

Al termine del suo lavoro, il prossimo marzo, la sonda dovrebbe poi ripartire da Bennu e raggiungere la Terra con il suo prezioso carico nel 2023.

Fonte di riferimento: Nature

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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