Un misterioso segnale radio è stato inviato dal cuore della nostra galassia

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Un’enorme e misteriosa esplosione magnetica è avvenuta il 28 aprile scorso nel cuore della Via Lattea. Da allora, gli scienziati di tutto il mondo si sono interrogati sulla sua origine ma adesso un nuovo studio condotto dai ricercatori del California Institute of Technology potrebbe aver risolto il mistero. Ed è la prima volta che un simile evento viene osservato e rilevato nella nostra galassia.

Riunendo anche varie missioni della Nasa, il team ha studiato l’eccezionale esplosione magnetica. Il 28 aprile, un residuo di stelle supermagnetizzato noto come magnetar ha emesso un mix simultaneo di raggi X e segnali radio mai osservato prima. Il flare-up includeva il primo lampo radio veloce (FRB) mai visto dall’interno della nostra galassia, la Via Lattea e rivela che le magnetar possono produrre anche nel nostro angolo di universo queste esplosioni radio misteriose e potenti precedentemente viste solo in altre galassie.

Cos’è una magnetar

Una magnetar (magneti star o stella magnetica) è un tipo di stella di neutroni isolata, dotata di un enorme campo magnetico, miliardi di volte quello terrestre, il cui decadimento genera intense ed abbondanti emissioni elettromagnetiche, soprattutto raggi X e gamma. Ciò che rende una magnetar così speciale è dunque il suo intenso campo magnetico, e fino a mille volte più forte di una tipica stella di neutroni.

Si tratta di resti stellari, lasciati dall’esplosione di stelle massicce ma ciò che distingue dalle altre stelle morte è il loro campo magnetico estremo, 100 trilioni di volte più forte del campo magnetico terrestre. Le magnetar erano state precedentemente identificate come possibili fonti di lampo radio veloce o FRB, ma le prove per questa teoria erano limitate.

Si tratta di enorme magazzino di energia che gli astronomi sospettano che possa produrre esplosioni. La porzione a raggi X delle raffiche sincrone è stata rilevata da diversi satelliti, inclusa la missione Wind della NASA. Il componente radio è stato scoperto dal Canadian Hydrogen Intensity Mapping Experiment (CHIME), un radiotelescopio situato presso il Dominion Radio Astrophysical Observatory nella British Columbia e guidato da diverse università canadesi. È stato rilevato anche dal Survey for Transient Astronomical Radio Emission 2 (STARE2) finanziato dalla NASA, un trio di rivelatori in California e Utah gestiti da Caltech e dal Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, in California.

I dati di STARE2 hanno mostrato che l’energia dell’esplosione era paragonabile a quella degli FRB. Nel momento in cui si sono verificate queste esplosioni, gli astronomi avevano già monitorato la loro fonte, una magnetar chiamata SGR 1935 + 2154, per più di mezza giornata utilizzando il Neil Gehrels Swift Observatory della NASA, il telescopio spaziale a raggi gamma Fermi e il telescopio a raggi X NICER montato sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Circa 13 ore dopo, quando la magnetar era fuori dalla vista di Swift, Fermi e NICER, è esplosa una speciale raffica di raggi X. Quest’ultima è stata vista dalla missione Integral dell’Agenzia spaziale europea. Quando il lampo di raggi X di mezzo secondo si è acceso, gli strumenti hanno rilevato il lampo radio, ddurato solo un millesimo di secondo. Prese insieme, le osservazioni suggeriscono fortemente che la magnetar ha prodotto nella Via Lattea un FRB, il che significa che le magnetar in altre galassie probabilmente producono segnali siimili.

“L’esplosione radio è stata di gran lunga più luminosa di qualsiasi cosa avessimo visto prima, quindi abbiamo subito capito che si trattava di un evento emozionante”, ha detto Paul Scholz, ricercatore del Dunlap Institute for Astronomy & Astrophysics dell’Università di Toronto e membro del CHIME / FRB Collaborazione. “Abbiamo studiato magnetar nella nostra galassia per decenni, mentre gli FRB sono un fenomeno extragalattico le cui origini sono state un mistero. Questo evento mostra che i due fenomeni sono probabilmente collegati. “

La distanza di SGR 1935 rimane poco chiata, con stime che vanno da 14.000 a 41.000 anni luce. Supponendo che si trovi all’estremità più vicina di questo intervallo, la porzione di raggi X delle esplosioni simultanee trasportava tanta energia quanta il nostro Sole produce in un mese.

Un lampo incredibile e finora mai osservato nella nostra galassia che ora ha meno segreti.

Oltre a mostrare cosa causa gli FRB, le nuove osservazioni suggeriscono come si verificano i burst. Secondo gli scienziati, la raccolta di dati attraverso lo spettro elettromagnetico supporta l’idea che i bagliori sulla superficie di una magnetar, simili a quelli che si verificano sulla superficie del sole, generino le esplosioni.

Lo studio è stato pubblicato su Nature.

Fonti di riferimento: Caltech, Nature,

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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