Luna rosa: ad aprile il plenilunio caro ai nativi

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Il 19 aprile ammireremo la Luna Rosa. Una splendida luna piena che prende questo nome dalla tradizione americana, senza però alcun legame con il suo colore, che non sara rosa solo di nome, ma comunque bellissima.

Luna Rosa è il nome che i nativi americani (in particolare gli Algonchini, la tribù più numerosa) hanno dato alla luna piena di aprile a causa del muschio rosa, o dal phlox selvatico, un fiore molto diffuso in America, simile alle ortensie, che fioriva prima di altri e che poteva assumere un colore intenso dal rosa al porpora.

Prima di essere confinati (e decimati) dai coloni europei, i nativi americani potevano dunque ammirare paesaggi naturali che si tingevano di un colore rosaceo, per un certo periodo “incontrastato”. E per questo decisero di dedicare a questo colore la luna piena di aprile.

Ma anche qui, come spesso accade, molte leggende si avvicendano e in parte si sovrappongono. Infatti la tradizione europea chiamava Luna Rosa (o Hot Moon) la luna piena di giugno, poiché, a causa delle temperature sempre più calde e della posizione del nostro satellite rispetto all’atmosfera, l’astro poteva assumere un leggero alone rosato, come succede a volte anche negli altri mesi estivi.

Per la luna di aprile, inoltre, altri nomi sono noti, provenienti da tradizioni diverse, come Luna dell’Uovo, Luna dell’Erba che Germoglia. Le tribù costiere, invece, la chiamavano anche Luna del Pesce perché in questo periodo le alose, pesci della stessa famiglia delle sardine e delle aringhe, risalgono i fiumi per deporre le uova.

Questo a dimostrare come la luna piena fosse considerata un elemento naturale molto importante in tutte le culture mondiali, tanto da essere identificata con gli eventi naturali più vicini e rilevanti per la vita dei popoli.

La fase di piena si raggiungerà per l’esattezza alle 13.12 ora italiana, comunque dopo il tramonto potremo già ammirarla senza difficoltà, tempo permettendo.

Buona visione!

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Roberta De Carolis

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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