La luna rosa a braccetto con la cometa verde

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L’11 aprile ammireremo la luna rosa. È questo il nome che i nativi americani assegnarono alla luna piena di aprile. Ecco perché.

Ogni luna piena ha un nome. Quella di marzo è soprannominata luna piena del verme ed era sacra ai nativi perché in quel mese il terreno si ammorbidiva e i lombrichi tornavano a solcare il suolo, invitando i pettirossi al ritorno.

Il plenilunio di aprile invece ha il più romantico soprannome di luna rosa. Nulla a che vedere col colore. Quella che ammireremo martedì 11 sarà una luna piena come tutte le altre, caratterizzata dal colorito bianco/giallastro.

In molte culture, le lune piene avevano un nome legato agli eventi che ricadevano nel corso dell’anno: era un modo per tenere il tempo. L’aggettivo associato alla luna di aprile si deve alla fioritura di una pianta selvatica caratterizzata dal colore rosa: il Phlox o flox, un genere delle Polemoniaceae che comprende piante erbacee annuali o perenni, originarie dell’America e dell’Asia.

Si tratta di una tradizione nata tra i nativi americani visto che il Phlox è comune in Nord America e in Siberia.

flox

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Quest’anno la luna rosa coincide anche con il plenilunio che precede la Pasqua, la cui data viene fissata proprio la domenica dopo la prima luna piena che segue l’equinozio di primavera.

La cometa verde

La stavamo tenendo d’occhio. Proprio in questi giorni la cometa 41P/Tuttle-Giacobini-Kresak sta facendo parlare ancora di se. Essa raggiungerà il perielio, la distanza minima dal sole, il 12 aprile prossimo. Avvicinandosi al sole potrebbe essere visibile a occhio nudo anche se non è semplice. In ogni caso si potrà individuare con un telescopio o un buon binocolo.

cometa

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Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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