Sulla luna trovata una misteriosa massa metallica

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Nel lato “nascosto” della Luna c’è un’enorme massa metallica finora sconosciuta. Un’area cinque volte più grande di Big Island, la maggiore delle Isole Hawaii, sarebbe rimasta sepolta per milioni o forse miliardi di anni nel lato del nostro satellite naturale che noi non vediamo mai.

A scoprirla è stato uno studio condotto dagli scienziati della Baylor University, secondo cui la misteriosa massa metallica è una vera e propria anomalia probabilmente dovuta all’impatto di un grande asteroide.

Essa si trova nelle profondità del Bacino Polo Sud-Aitken, un enorme cratere da impatto largo circa 2.500 chilometri e pari a un quarto dell’intera superficie lunare. Si tratta del più grande cratere del sistema solare ma nonostante le sue dimensioni non può essere visto dalla Terra perché si trova sul lato “oscuro” della Luna.

Sappiamo che del nostro satellite naturale vediamo sempre la stessa faccia, la stessa metà. Ciò accade perché il periodo di rotazione della Luna attorno al proprio asse è lo stesso della sua rivoluzione attorno alla Terra: in altre parole, il nostro satellite impiega più o meno gli stessi giorni sia per compiere una rotazione completa intorno a se stesso (27 giorni, 7 ore e 43 minuti) che per farlo attorno alla Terra: è il fenomeno della rotazione sincrona.

Ecco perché il cratere, così come la sua massa metallica, non sono visibili. Il cratere è di forma ovale ed è stato oggetto di vari studi da parte della Nasa. In questo caso, i ricercatori della Baylor University hanno analizzato i dati provenienti dai veicoli spaziali Gravity Recoveryand Interior Laboratory dell’Agenzia spaziale americana per misurare i piccoli cambiamenti nella forza di gravità attorno alla Luna.

“Quando li abbiamo combinati con quelli della topografia lunare del Lunar Reconnaissance Orbiter, abbiamo scoperto un’inaspettata quantità di massa di centinaia di km al di sotto del bacino del Polo Sud-Aitken. Una delle spiegazioni di questa massa extra è che il metallo dell’asteroide che ha formato questo cratere sia ancora incorporato nel manto lunare” ha detto l’autore principale dello studio, Peter B. James, professore di geofisica planetaria al Baylor’s College of Arts & Sciences.

La massa densa, qualunque cosa sia, dovunque provenga, sta gravando sul fondo del bacino lunare. Le simulazioni al computer di grandi impatti di asteroidi suggeriscono che, nelle giuste condizioni, un nucleo di ferro-nichel di un asteroide può disperdersi nel mantello superiore (lo strato tra la crosta della Luna e il nucleo) durante un impatto ed è probabilmente ciò che è accaduto milioni di anni fa. C’è anche la possibilità che la grande massa sia una concentrazione di ossidi associati all’ultimo stadio della solidificazione oceanica del magma lunare nel Polo Sud-Aitken.

Secondo gli scienziati, il cratere è uno dei migliori laboratori naturali per studiare gli impatti catastrofici che in epoche remote hanno modellato tutti i pianeti rocciosi e le lune.

Lo studio è stato pubblicato su Geophysical Research Letters.

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Francesca Mancuso

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