Nei cieli degli Usa sono apparse affascinanti “meduse rosse” (e ce ne saranno sempre di più)

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Meduse celesti che nuotano nell’aria, spargendo colori vivaci. No, non è un film di fantascienza, ma un fenomeno atmosferico che sta affascinando gli Stati Uniti. “Spettri rossi” stanno attraversando i cieli di vari stati americani. Sono i cosiddetti “Jellyfish sprite”.

Si tratta di un fenomeno atmosferico che si manifesta durante le tempeste, sotto forma di fulmini rossi. Osservarlo è m0lto difficile non solo perché è raro ma perché scompare in una frazione di secondo. Eppure il cacciatore di tempeste Michael Gavan è riuscito a fotografarne uno proprio nei giorni scorsi, il 23 maggio, in Colorado. Per la loro forma ricordano le meduse.

“Erano estremamente luminosi e facilmente visibili ad occhio nudo attraverso il crepuscolo serale! Non sono stato l’unico a vederli. Sono arrivate tante notizie, in molti hanno visto lo sprite” racconta Gavan.

La tempesta è durata così a lungo che Gavan ha avuto il tempo di fissare un obiettivo da 85 mm alla sua fotocamera per realizzare alcuni scatti ravvicinati.

sprite

©Michael Gavan

Cosa sono gli Sprite

Tali giochi di luce, noti anche come spettri rossi (in inglese red sprite), spiritello rosso/folletto rosso, o anche semplicemente sprite, si formano tra 65 e 85 km di altitudine e sono in genere innescati da un fulmine. Le luci, simili a stelle filanti, prima si spingono verso il basso e poi verso l’alto, infine scompaiono. Sono principalmente di colore rosso ma man mano che si muono verso il basso passano al viola e poi al blu.

Si tratta di vere e proprie scariche elettriche che si verificano in alto sopra le nuvole temporalesche o cumulonembi, dando origine a una gamma abbastanza varia di forme di colore rosso-arancio che si muovono nel cielo notturno.

Tuttavia, mentre i fulmini scaricano a terra l’elettricità statica partendo da una massa di materia satura, gli spettri rossi la scaricano da una massa posta sopra a quella che ha originato il fulmine.

I primi resoconti visivi risalgono almeno al 1886 ma il fenomeno è stato fotografato per la prima volta il 6 luglio 1989 dagli scienziati dell’Università del Minnesota. Da allora, sono stati fotografati e filmati migliaia di volte.

Il minimo solare potrebbe aumentare la presenza di sprite

Durante la fase di minimo solare, in corso in questo periodo, i raggi cosmici provenienti dallo spazio profondo si riversano nel sistema solare interno ostacolati in misura minore dall’indebolimento del campo magnetico del sole.

Secondo alcuni modelli, i raggi cosmici aiutano gli sprite a formarsi creando percorsi conduttivi nell’atmosfera.

Se è così, ora è un buon momento per cercare Jellyfish sprite.

Fonti di riferimento: Spaceweather

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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