Pioggia di stelle cadenti all’alba: come ammirare il picco delle meteore della cometa di Halley

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Il 6 maggio, prima dell’alba, è atteso il picco delle Eta Aquaridi, le meteore di primavera. Naso all’insù e desideri pronti per una notte romantica e piena di speranza.

Le Eta Aquaridi sono stelle cadenti che sembrano originarsi dalla omonima stella η Aquarii della costellazione dell’Acquario, ma in realtà la loro origine è attribuita alla cometa Halley. Come spiega Earth Sky, ogni anno il nostro pianeta Terra attraversa il suo percorso a fine aprile e maggio, quindi pezzi di questa cometa illuminano la notte sotto forma di meteore.

La cometa incontra la zona superiore dell’atmosfera a quasi 240.000 chilometri all’ora e circa la metà di queste meteore in rapido movimento lasciano scie persistenti, tracce di gas ionizzati che si illuminano per alcuni secondi dopo il passaggio.

Lo sciame è attivo in realtà dal 29 aprile al 28 maggio, ma raggiunge la sua fase massima con un aumento evidente del numero delle meteore dal 3 al 10 maggio, con picco atteso, quest’anno, all’alba del 6 maggio. Purtroppo la Luna sarà molto visibile, ma nulla è perduto: con un cielo sereno possiamo ancora sperare nello spettacolo, anche perché il radiante salirà sopra l’orizzonte quando il nostro satellite volgerà al tramonto (nella mappa il cielo del 6 maggio alle 5 circa).

eta aquaridi 6 maggio 2020

Alle nostre latitudini il loro numero resta al di sopra delle 35 meteore/h per alcuni giorni con un picco acuto di poche ore (anche il 7 possiamo sperare in qualche meteora), ma gli abitanti delle regioni meridionali hanno più tempo a disposizione per esprimere i loro desideri in quanto il radiante sarà per loro più tempo sopra l’orizzonte (alle latitudini australi, infatti, lo spettacolo è paragonabile a quello delle Perseidi di agosto).

Poco tempo, soprattutto a nord, ma uno spettacolo che vale anche una sveglia all’alba.

Pronti i desideri?

Fonti di riferimento: UAI / EarthSky

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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