Equinozio d’autunno 2019: perché non è oggi e quando saluteremo ufficialmente l’estate

equinozio 23 settembre 2019

21 settembre: inizia l’autunno? In realtà quest’anno no, anzi, aspetteremo ancora due giorni prima di salutare veramente l’estate. L’equinozio d’autunno è infatti atteso il 23 settembre alle 9.50 ora italiana. Ma perché?

Da molto tempo ormai, la data tradizionale del 21 settembre indicata come saluto alla stagione più calda dell’anno è, appunto, solo una tradizione, che non ha riscontri nella realtà dei fatti. E tutto è dovuto ad una serie di ragioni astronomiche e al fatto che l’anno solare non coincide esattamente con quello del calendario.

Per motivi umani pratici l’anno è di 365 giorni, ma non è vero che la Terra impiega 365 giorni esatti a compiere un’orbita completa intorno al Sole. In realtà il nostro pianeta ha bisogno di 365,256 giorni (anno siderale), equivalente al “nostro” anno più 6 ore circa.

Tale ritardo viene poi compensato dall’anno bisestile, che cade ogni 4 anni e che, aggiungendo un giorno al calendario, fa recuperare quelle 24 ore perse in precedenza. Ma l’equinozio di autunno arriva tutti gli anni e su di lui (come sugli altri passaggi di stagione) questo ritardo “pesa”.

Ma non è questo l’unico motivo.

“Se l’asse terrestre fosse perpendicolare al piano orbitale, noi avremmo per tutto l’anno il giorno uguale alla notte, e quindi non ci sarebbero le stagioni – spiegava Andrea Longobardo, astronomo dell’Inaf di Roma, nel 2018, altro anno in cui l’equinozio fu due giorni dopo la data tradizionale – Poiché l’asse è inclinato sul piano orbitale, i raggi sono perpendicolari all’asse terrestre solo due volte l’anno, in due punti opposti dell’orbita. Uno è l’equinozio di primavera, l’altro è l’equinozio di autunno che dovrebbe avvenire esattamente sei mesi dopo. In realtà, poiché nei mesi estivi la Terra è più lenta nel suo moto di rivoluzione, l’equinozio d’autunno ritarda un po’ e giunge il 23 settembre”.

In estate il nostro Pianeta si trova più lontano dal Sole (ma i raggi della nostra stella sono meno inclinati e quindi la temperatura è più alta), ovvero si trova vicino all’afelio. Per la seconda legge di Keplero, che per primo descrisse le orbite dei pianeti attorno al Sole con delle leggi matematiche ancora valide, il cammino della Terra rallenta proprio quando è più lontana dalla stella.

E c’è di più, perché, come spiega ancora l’Inaf, anche se il termine equinozio indicherebbe il momento esatto in cui il numero di ore di luce e quelle di buio sono identiche, il giorno in cui questo fenomeno si verifica non è quello in cui avviene l’equinozio, ma uno molto vicino. E questo perché il giorno esatto in cui il dì e la notte hanno la stessa durata dipende dalla latitudine cui ci troviamo.

equinozio 23 settembre 2019

Foto: Inaf

Insomma molte tradizioni e credenze, ma che non sempre coincidono con la realtà dei fatti. Aspettiamo ancora due giorni quindi e godiamoci, se possibile, questo ultimo sprazzo d’estate.

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