L’iconico telescopio di Arecibo, sull’orlo del collasso dopo il terremoto, verrà smantellato

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Col suo potente occhio tecnologico ha scrutato l’universo cercando di carpirne i segreti ma ora verrà smantellato. Presto diremo addio al radiotelescopio di Arecibo, situato all’interno dell’omonimo Osservatorio, a Puerto Rico. Due cavi di supporto si sono rotti e la struttura rischia di provocare un crollo catastrofico, spingendo la National Science Foundation a smontare lo strumento.

Cattive notizie per gli scienziati e gli astrofisici. Noto anche come National Astronomy and Ionosphere Center (NAIC, Centro Nazionale per l’Astronomia e la Ionosfera), l’osservatorio ospita il secondo più grande radiotelescopio monodisco al mondo ed è situato circa 15 km a sud-sudovest di Arecibo, nell’isola di Porto Rico. Esso operava attraverso la Cornell University sotto un accordo cooperativo con la National Science Foundation.

Ma il terremoto che si è veriticato a Porto Rico a gennaio di quest’anno l’ha gravemente danneggiato, così ieri la National Science Foundation ne ha disposto la chiusura e lo smantellamento. Impossibile ripararlo, secondo la NSF, sarebbe stato pericoloso.

Non si tratta di una struttura di piccole dimensioni ma di un colosso costituito da una parabola radio di 305 metri di diametro con una piattaforma strumentale di 900 tonnellate sospesa a 140 metri, collegata dai cavi a tre torri.

Il 10 agosto 2020, un cavo ausiliario si è spezzato, scivolando dalla sua presa in una delle torri e lasciando uno squarcio di 30 metri nel piatto sottostante. La rottura del secondo cavo è arrivata poco dopo, inaspettata.

“A seguito di una revisione delle valutazioni ingegneristiche che hanno rilevato che i danni all’Osservatorio di Arecibo non possono essere stabilizzati senza rischi per i lavoratori edili e il personale della struttura, la US National Science Foundation inizierà i piani per la disattivazione del telescopio da 305 metri, che per 57 anni è stato una risorsa di livello mondiale per la radioastronomia, la ricerca planetaria, del sistema solare e geospaziale” si legge nel comunicato ufficiale dell’NSF.

Gli ingegneri hanno esaminato il telescopio da 305 metri dell’Osservatorio di Arecibo a lungo ma la decisione è arrivata dopo che la fondazione ha effettuato moltre altre valutazioni da parte di società di ingegneria indipendenti, tutte d’accordo nel considerare la struttura del telescopio in pericolo e potenzialmente in grado di creare un guasto catastrofico. I suoi cavi infatti potrebbero non essere più in grado di trasportare i carichi per cui erano stati progettati. Inoltre, diverse valutazioni hanno affermato che qualsiasi tentativo di riparazione potrebbe mettere i lavoratori in pericolo di vita. Anche in caso di riparazioni future, gli ingegneri hanno scoperto che la struttura avrebbe probabilmente presentato problemi di stabilità a lungo termine.

cavo arecibo

©Science

“NSF dà la priorità alla sicurezza dei lavoratori, del personale dell’Osservatorio di Arecibo e dei visitatori, il che rende necessaria questa decisione, anche se sfortunata. Per quasi sei decenni, l’Osservatorio di Arecibo è servito da faro per la scienza rivoluzionaria” ha detto il direttore della NSF Sethuraman Panchanathan. “

Lo smantellamento si concentrerà solo sul telescopio e mira a conservare il più possibile la restante infrastruttura dell’Osservatorio di Arecibo, in modo che rimanga disponibile per future missioni di ricerca e istruzione.

“Nel corso della sua vita, l’Osservatorio di Arecibo ha contribuito a trasformare la nostra comprensione della ionosfera, mostrandoci come densità, composizione e altri fattori interagiscono per plasmare questa regione critica in cui l’atmosfera terrestre incontra lo spazio”, ha affermato Michael Wiltberger, capo della Sezione Geospaziale di NSF. “Anche se sono deluso dalla perdita delle capacità investigative, credo che questo processo sia un passo necessario per preservare la capacità della comunità di ricerca di utilizzare le altre risorse dell’Osservatorio di Arecibo e, auspicabilmente, garantire che un lavoro importante possa continuare presso la struttura”.

Fonti di riferimento: NSF

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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