La Terra è sempre stata ricca d’acqua, fin dalle sue origini: la nuova affascinante teoria degli scienziati

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La Terra conteneva acqua “da sempre”, non se ne è arricchita con altri corpi celesti come asteroidi che hanno bombardato il nostro Pianeta alle sue origini. La teoria è stata proposta da un gruppo di ricerca del Centro per la ricerca petrografica e geochimica (CNRS) dell’Università di Lorraine (Francia).

La maggior parte dell’acqua presente sulla Terra oggi è senza dubbio qui fin dalle origini del nostro Pianeta, ma questo si è formato in una regione del Sistema Solare dove le temperature erano troppo elevate perché l’acqua condensasse e si agglomerasse con altri solidi sotto forma di ghiaccio.

Per molto tempo si è dunque ritenuto che il liquido che ci dà la vita, che per le conoscenze attuali si trova solo sulla Terra, fosse arrivato successivamente, magari tramite asteroidi che hanno bombardato la superficie. Assolutamente no, a quanto risulterebbe dalle indagini dei ricercatori di Lorraine.

Ma come hanno potuto gli scienziati dimostrare una teoria relativa ad una Terra di un tempo così lontano? Sono stati aiutati proprio dai resti di meteoriti arrivati sul nostro Pianeta che hanno conservato la struttura primitiva, in particolare alcune enstatite condriti (chiamate anche condriti di tipo E), che rappresentano circa il 2% di tutte le condriti arrivate sulla nostra superficie.

acqua sulla terra fin dalle origini

©Christine Fieni / Laurette Piani/CNRS

Utilizzando due tecniche complementari, i ricercatori hanno misurato in particolare il loro contenuto di idrogeno localizzandone con precisione una parte e scoprendo così che le rocce primitive della Terra avrebbero contenuto l’equivalente in acqua di almeno tre oceani.

Ma c’è di più.

“Abbiamo scoperto che la composizione isotopica dell’idrogeno nelle condriti di tipo E era simile a quella dell’acqua immagazzinata nel mantello terrestre” ha spiegato a L’Express Laurette Piani, prima autrice del lavoro.

Uno stesso elemento chimico, come l’idrogeno, infatti non è in realtà “unico” perché, pur avendo lo stesso numero di protoni ed elettroni può variare nel numero di neutroni, ovvero le particelle subatomiche prive di carica.

In particolare esiste l’idrogeno senza neutroni, che è quello largamente più diffuso, ma anche quello con 1 neutrone, detto deuterio, e quello con 2, detto trizio. Tutti hanno comunque un solo protone e un solo elettrone e quindi si trovano nello stesso posto della tavola periodica, da cui il nome isotopi.

Quindi l’idrogeno è in realtà un “mix” di questi isotopi e, se tale composizione nelle condriti e nell’acqua del mantello terrestre si rivela la stessa o molto simile, è probabile che la Terra abbia ereditato la stragrande maggioranza della sua acqua dai suoi materiali costituenti.

A supporto di questa conclusione anche la scoperta secondo cui la composizione isotopica dell’idrogeno negli oceani è compatibile con una miscela composta per il 95% da queste condriti e solo per il 5% da comete o asteroidi idratati, confermando che poca acqua attuale è stata portata “da fuori”.

Con questo lavoro si porrebbe dunque fine ad una lunga diatriba degli scienziati e si potrebbero aprire le porte a nuovi importanti tasselli sull’origine del cosmo.

Il lavoro è stato pubblicato su Science.

Fonti di riferimento: CNRS / L’Express / Science

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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