eruzione_solare_6marzo

Una nuova fortissima eruzione solare ha avuto luogo in questi giorni sulla nostra stella. Due espulsioni di massa coronale hanno spinto via ammassi di particelle che adesso viaggiano verso la Terra, mettendo a rischi satelliti, telecomunicazioni e GPS. Ma è tutto previsto, o giù di lì, visto che il Sole si sta avvicinando alla sua fase di massimo solare, nel suo ciclo di undici anni, che raggiungerà l'apice alla fine del prossimo anno.

Intanto, secondo quanto riferisce la Nasa, sono due le nubi di particelle che stanno viaggiando a velocità supersonica verso la Terra, ad una velocità di 1300 e 1100 chilometri al secondo e in questo momento avranno bussato alle porte della nostra atmosfera. A regalare questa nuova eruzione solare è stata ancora la macchia AR1429, che è diventata visibile solo pochi giorni fa ed è stata catturata dal Solar Dynamics Observatory (Sdo) della Nasa.

Le eruzioni verificatasi tra il 6 e il 7 marzo sono state tra le più potenti, classificate come X 5. Secondo gli esperti americani, che stanno monitorando la situazione attraverso i dati forniti dal Solar Terrestrial Relations Observatory (STEREO) e dal Solar Heliospheric Observatory (SOHO), quella iniziata lo scorso 6 marzo potrebbe essere una delle eruzioni solari più intense degli ultimi 5 anni, superiore anche a quelle verificatasi lo scorso 21 gennaio, che ci aveva lasciati col fiato sospeso. Allora, fu più spettacolo che altro, visto che numerose furono le aurore boreali fotografate a varie latitudini.

La confema arriva anche dalla National Oceanic and Atmospheric Administration, secondo cui il fenomeno potrebbe durare ancora per svariati giorni. I maggiori rischi riguardano il traffico aereo, soprattutto nelle aree dei Poli. Inoltre, stando a quanto riporta laNoaa, anche per via del suo orientamento il campo magnetico terrestre si è opposto alla tempesta di particelle solari.

Ma il pericolo non è ancora del tutto rientrato. I livelli della tempesta di radiazioni sono ancora al di sopra della soglia S3 in una scala che va da S1 a S5. I rischi, lo ricordiamo, non dovrebbero riguardare l'uomo ma soltanto le comunicazioni satellitari ed il traffico aereo.

Francesca Mancuso

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