Stazione spaziale cinese

La Stazione spaziale cinese sta per cadere sulla Terra. Il rientro sarebbe dovuto avvenire in modo controllato nel Pacifico, ma così non sarà visto che da un anno il cosiddetto Palazzo celeste Tiangong 1 ha iniziato un lenta discesa incontrollata.

Anche se il suo cammino è monitorato da diversi sensori di osservazione presenti nel suo percorso orbitale, fino a qualche giorno prima non si saprà esattamente il luogo in cui si schianterà.

Lo rivela la Protezione civile, secondo cui gli eventuali frammenti della Tiangong 1 che resisteranno all’attrito con l’atmosfera finiranno nella zona all’interno della fascia -44°S e +44°N di latitudine. Un'area ampia, che comprende sia oceani e deserti ma anche zone abitate di Stati Uniti, Brasile, India, Cina e Italia. Nel nostro caso, la parte più a rischio è quella centro-meridionale, che parte dall'Emilia Romagna e va verso sud.

È probabile che gran parte della Stazione venga distrutto proprio dall'impatto con l'atmosfera ma alcuni detriti potrebbero raggiungere la Terra.

A monitorare la situazione nel nostro paese è l’Agenzia spaziale italiana (Asi) attraverso radar e telescopi. È possibile seguire in tempo reale il percorso della Stazione cinese da questo link.

“È un rientro senza controllo ma altamente monitorato: diversi sensori di osservazione terrestri stanno seguendo la stazione nel suo percorso orbitale, per registrare la sua posizione ed il tasso di decadimento. L'altezza orbitale del 'Palazzo Celeste' - a metà gennaio 2018 - si aggirava intorno ai 270 km di quota. Le analisi dei dati di rientro forniscono attualmente una finestra temporale che si apre il 28 marzo e si chiude il 4 aprile 2018. Questa finestra di rientro tenderà, con il passare dei giorni, a ridursi e solo nelle ultimissime fasi si potrà definire meglio la data e le parti del globo terrestre coinvolte” spiega l'Agenzia spaziale italiana.

La stazione spaziale Tiangong 1 è il primo modulo sperimentale cinese ed è stata lanciata nel 2011 a scopi scientifici. Pesa circa 7600 kg, è lungo 10,5 metri e ha diametro massimo pari a 3,4 metri. A bordo contiene 350 kg di propellente e può rappresentare un rischio chimico di contaminazione al suolo, anche se non risultano sostanze radioattive. Da marzo 2016 ha iniziato una lenta e progressiva discesa sulla Terra che si concluderà in una finestra temporale che si apre il 28 marzo e si chiude il 4 aprile 2018.

Secondo la Protezione civile, anche se non esistono comportamenti di autotutela codificati in ambito internazionale in queste situazioni, è bene sapere che:

  • è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, sicuramente più sicuri rispetto ai luoghi aperti. Il consiglio è quello di stare lontani dalle finestre e porte vetrate;
  • i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti. Per questo, sono più sicuri i piani più bassi;
  • all’interno degli edifici i posti più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti;
  • è poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell'impatto;
  • alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero sopravvivere all'impatto e contenere idrazina. Chiunque avvistasse un frammento, senza toccarlo e mantenendosi a un distanza di almeno 20 metri, dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità competetenti.

Rifiuti spaziali, che arricchiscono la già ampia gamma di spazzatura terrestre.

LEGGI anche:

Francesca Mancuso

sai cosa compri
dieta
integratori
lievito madre
ricette vegane
ricette vegetariane
riciclo creativo
rimedi naturali
yoga
seguici su facebook
festival scirarindi
corsi greenme
whatsapp gratis
seguici su instagram